L’etica laica
Ho letto in questi giorni su vari post ,a proposito dei “dico”, una quantità di commenti che dimostrano quale sia il livello culturale ed intellettivo del popolo italiano: praticamente 0 K° (zero gradi kelvin:lo zero assoluto).
Persone che rivendicano una totale libertà di costumi ,che invocano una legge che questi costumi inquadri.
Persone che parlano di eguaglianza dei diritti (i doveri sono solo uno spiacevole effetto collaterale) vogliono una legge che vada a ledere i diritti di altri cittadini che ,responsabilmente, si sono assunti dei doveri verso una famiglia da loro stessi liberamente costituita.
In contrapposizione alla chiesa cattolica, si invoca la laicità dello stato, come se i doveri morali fossero un’esclusiva dei credenti.
Queste persone che straparlano di libertà ,ebbene non sanno cosa sia la libertà.
La libertà è il libero arbitrio della coscienza ,del intelletto,quindi, dell’Uomo di fare scelte.
Si può scegliere di essere amorali ,immorali o morali ,ma non possiamo farne carico alla società.
Vi sono dei valori morali oggettivamente incontrovertibili,come l’adempimento ai doveri liberamente assunti. Si deve essere liberi di scegliere ,ma una volta scelto ci si deve comportare conseguentemente , con responsabilità e coerenza.
Il voler ricorrere ad aiuti di stato è tipico di quella linea di pensiero, intellettualmente e culturalmente obsoleta, che delega le responsabilità individuali alla comunità.
E fosse solo questo, si vuole sfruttare, economicamente, la società per trarne vantaggi non dovuti.
Non occorre essere religiosi o politicamente impegnati. Per essere etici, basta essere “normali”.
