Chimere, Centauri ed Arpie il futuro dell’umanità?
Blogs e giornali hanno riportato questa notizia
In Inghilterra gli embrioni-chimera si faranno.
Lo annuncia trionfalmente il Times, il giornale che con più convinzione ha condotto la campagna per la creazione degli ibridi uomo/animale, ospitando il mese scorso l’appello di 45 scienziati, bioeticisti e politici – tra cui tre premi Nobel – che con toni accorati chiedevano di «non fermare la ricerca».
Non sono andato a ricercare i nomi dei tre premi nobel, ma visti, anche gli attuali premi nobel italiani,le giurie, come spesso è accaduto,non stanno passando un periodo molto felice, nell’assegnazione dell’ambito riconoscimento.
Non mi meraviglio, per quello che scrivono i giornalisti, più le notizie sono eclatanti meglio è. Che siano vere, false, oppure sostengano tesi dubbie,ma di grande impatto con l’opinione pubblica, non ha alcuna importanza tutto serve per farsi pubblicità e vendere più copie del giornale : è la logica dello scoop.
Un discorso analogo vale per i politici.
Gli scienziati, al grido “non fermate la ricerca”, vogliono solo finanziamenti per continuare a vivere,occorre loro, quindi, trovare sempre nuove idee per ottenerli, altrimenti il fallimento scientifico trascinerà con sé carriere e strutture il più delle volte inutili.
Quello che mi lascia perplesso sono i bioeticisti.
Bios (dal greco Βίος) significa Vita
Etos (dal greco έθος) significa Etica ossia “condotta”, “carattere”, “consuetudine” è quella branca della filosofia che studia i fondamenti di ciò che viene vissuto come buono, giusto o moralmente corretto, in contrapposizione a ciò che è male, o è sbagliato.
più propriamente: la parte della filosofia che studia la condotta umana, i moventi che la determinano e le valutazioni morali.
Quindi bioetica dovrebbe significare vita giusta o moralmente corretta.
Edmund Pellegrino, uno dei padri della bioetica, ritiene che si debba ritrovare la radice umanistica della medicina e che tale operazione passi attraverso la riscoperta della tradizione ippocratica.
Ma ci sono “bioeticisti” che sostengono il contrario, che gli studi andranno a vantaggio dell’umanità e che quindi bisogna proseguire nella ricerca.
A mio giudizio, come uso e costume ormai assodato, di una certa pseudocultura, si snatura il significato delle parole. Chiamiano bioetica ciò che con l’etica a poco e niente a che vedere.
La mancanza di onestà intellettuale, al servizio di scopi personali e carrieristici è già di per sé ,antietica.
Si abbia il coraggio di dire effettivamente ,come stiano le cose ,passo dopo passo,col «non fermare la ricerca».
gli ibridi non serviranno solo a scopo scientifico.
Se davvero si riuscirà a produrre gli embrioni-chimera, non ci sarà qualche scienziato che vorrà impiantarli nell’utero di una donna o magari di una mucca? Non sarà inevitabile scavalcare il limite successivo, e andare avanti nella manipolazione della vita umana?
Lo scopo ultimo di queste ricerche è essenzialmente quello di produrre embrioni geneticamente modificati per ottenere ”designer baby”, bambini progettati in provetta, grazie a interventi sul Dna degli embrioni, o addirittura su sperma e ovuli, per renderli non solo più sani ma anche più belli, più intelligenti, più a misura dei desideri dei genitori.
Quindi una razza superiore.
Non è questo un certo tipo di progetto ,già messo in atto 60 anni fa e che si chiamava razza ariana? Con quale logica gli esperimenti, fatti dai nazisti, erano riprovevoli, mentre quelli fatti dalla corona d’Inghilterra, sono leciti ed auspicabili? E per farli accettare all’opinione pubblica vengono sponsorizzati da bioeticisti che sono solo falsi etici.
Ogni ipocrisia va bandita.
La domanda che dobbiamo porci è solo una :”siamo disposti ad accettare tutte le conseguenze di una ricerca senza limiti,oppure no?”
Riporto qui di seguito il giuramento di Ippocrate ,quello che valeva 2500 anni fa oggi non vale più?
Se così è si abbia il coraggio di dirlo,senza nascondersi dietro alla bioetica.
La fama di Ippocrate è dovuta alla sua attività di maestro; fondò una vera propria scuola medica e regolò in maniera precisa le norme di comportamento del medico, raccolte nel suo famoso giuramento in cui, tra l’altro, si introduce il concetto di segreto professionale.
Tra l’altro si può leggere
Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale, né suggerirò un tale consiglio; similmente a nessuna donna io darò un medicinale abortivo.
In qualsiasi casa andrò, io vi entrerò per il sollievo dei malati, e mi asterrò da ogni offesa e danno volontario, e fra l’altro da ogni azione corruttrice sul corpo delle donne e degli uomini, liberi e schiavi.
I paragrafi in corsivo provengono da varie pubblicazioni



