21 dicembre 2012 (1° parte)
Ricordatevi di questa data:
L’ aritmetica Maya è fondata su una numerazione posizionale generalmente in base 20, ossia la prima cifra a destra va da 0 a 19 a anziché da zero a nove come nella nostra numerazione e così per le cifre successive.
(per un esame un po’ più approfondito sull’origine dei numeri e dello zero vi rimando al post
http://sarcastycon3.wordpress.com/2008/06/22/lo-%e2%80%9czero%e2%80%9d-non-solo-matematica/)
Calendario Maya
Il calendario Maya, sarebbe meglio dire i calendari, in quanto sono tre, uno di uso corrente composto da 365 giorni, che conteggiava anche la frazione di giorno con una precisione alla terza cifra decimale, in pratica più preciso dell’attuale nostro.
Il secondo, molto probabilmente usato per le cerimonie sacre si componeva di 260 giorni.
Infine il calendario che più ci interessa detto del “Lungo computo”.
In questo si numeravano i giorni partendo da una data iniziale composta da 5 cifre, questa volta la base vigesimale è solo per la 1° 3° e 4° cifra, mentre la 2° è in base 18 e la 5° in base 13.
Per fare un esempio la data del 07/11/2008 risulta essere nel calendario maya 12.19.15.14.13 in notazione moderna, mentre in caratteri maya è rappresentata come nella figura.
Pertanto il più grande numero scrivibile,con le cinque cifre, risulta essere 1.872.000 giorni pari a circa 5125 anni.
Da notare che la data iniziale, fissata generalmente, il 13/08/3114 a.c. non corrisponde a zero bensì all’ultimo numero dell’era precedente ossia 13.0.0.0.0 come l’ultimo numero di questo ciclo finisce sempre con 13.0.0.0.0,(che corrisponderebbe alla nostra data del 23/12/2008). Ne consegue che nel computo ci sono due giorni in più che dovrebbero essere zero ed è logico, in quanto non c’è discontinuità temporale tra un ciclo e l’altro. Un po’ come nel passaggio dall’anno 1 a.c. all’anno 1 d.c. viene a mancare l’anno zero. Facendo il calcolo con queste modalità e ricalcolando la data maya in quella nostra si ottiene che il ciclo attuale termina il 21/12/2008.
Naturalmente questo è un mio conteggio, ma credo di essere nel giusto.
Se poi la fine del ciclo sia il 21/12/2012 o il 23, cambia ben poco, l’interessante è capire che significato abbia e se ne abbia.
Per noi il tempo, nell’accezione comune, tralasciando, quindi, il cronotopo della fisica relativistica, è una linea retta che parte da un punto preciso e scorre uniformemente in modo continuo. I Maya credevano, invece, che un evento generatosi nel passato si sarebbe ciclicamente ripetuto, quello che in linguaggio di programmazione, oggi chiamiamo loop. Il calendario Maya dunque replica il tempo attraverso cicli, ma se ci pensiamo bene G.B. Vico parla di corsi e ricorsi ed anche Nietzsche parla di eterno ritorno, purtroppo non ha avuto “il tempo” di poterci lasciare qualcosa di più esaustivo sull’argomento.
Sappiamo poco su come i Maya immaginassero la fine del mondo, o forse è meglio dire la fine di un ciclo, quello che sappiamo è che la fine di ogni era, e questa sarebbe la 5°, comportava dei grossi mutamenti. Nell’ultima pagina del codice di Dresda vi è un’immagine, forse l’unica, che ci da una visione decisamente apocalittica: l’acqua distrugge il mondo, esonda dai vulcani, fuoriesce dal Sole e dalla Luna e l’oscurità prevale sulla luce. Ho usato la parola apocalittica non a caso, ma pensando proprio a quanto scritto nel libro dell’ Apocalisse.
Nell’Apocalisse non si da un riferimento temporale preciso, come quello dei Maya, ma per il resto la somiglianza è notevole.
(continua)



