Zibaldino

Il senso della vita.

20 Maggio 2006

Caro S ,alle ore 00.00 mi accingevo,dopo aver navigato, ad andare fra le grandi ali di Morfeo e tu cosa mi combini? Mi poni la domanda : “il senso della tua vita”
Non mi hai fatto dormire.
Già, che senso ha la mia vita?
Alla tua sintetica domanda non sono in grado di darti, un’altrettanto, sintetica risposta.
Si spazia in molti campi: tutti tremendamente estesi e complessi.
Considerazioni filosofiche, teologiche, scientifiche, morali, tutte tese a dimostrare o a negare “qualcosa”: l’essere o il non essere. Se prima non stabiliamo dei principi , dei capisaldi non riusciremo a dare un senso compiuto al “tempo” tra la nascita e la morte.
La nascita va intesa come una semplice esecuzione della legge della natura sulla conservazione della specie, per discendenza, o è qualcosa di più?
Perché sono nato proprio “Io”? Il mio “Spirito” nasce con me,ma distinto da me, o è un semplice assemblaggio, più o meno ben riuscito, di neuroni?
Sono capaci i soli neuroni di amare,odiare,gioire o soffrire?
La morte è la fine ,il fine, o un nuovo inizio?
Domande ben conosciute, ma alle quali sono migliaia di anni che si cerca di dare una risposta e una risposta univoca non è stata trovata.
Credo che, il mio senso della vita, non sia in quiete, ma in divenire e segua lo scorrere del mio tempo biologico. Quello che in gioventù è la gioia di vivere il presente, guardando al futuro, negli anni diventa il rimpianto per le cose non fatte nel passato o il rimorso per quelle fatte male. Quello che poteva essere e non è stato.
Sempre in bilico, come il funambolo di Nietzsche, fra credere o non credere, tra il razionale e l’irrazionale, forse, questo è il senso della mia vita.
O la mia vita non ha un senso.

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Commenti

 commento lasciato da s    il 20 Maggio 2006 alle 12:0
ti ricordi mai che ognuno di noi è UNICO e IRRIPETIBILE?
già questo ha un senso.
datosi che il mio maestro e ispiratore ha scritto/vissuto le sue cose più importanti fra i 70 e gli ottantasei anni, devi considerarti un arzillo giovanotto: dunque, datti da fare concretamente perchè: “ogni uomo sa di conoscere la propria strada, ma solo se la cerca”. (antica massima shaolin).
che poi sia lei a trovare noi, è un altro discorso!
poi parleremo di jacob loerber.
e di leon ledermann.
e come dolce ci riprenderemo un megagelato servito da FN.
questo tanto per cominciare, ovviamente.
ciao
 commento lasciato da sarcastycon2     il 20 Maggio 2006 alle 12:33
me lo ricordo.
ma a volte, secondo le vicissitudini
della vita ,si cade come il funambolo..
link
 commento lasciato da s    il 20 Maggio 2006 alle 13:39
si, ma tu sei abbastanza vecchio da ricordarti anche quel pupazzetto che si chiamava ercolino sempre in piedi.
( il nome……scientifico…..in privato)
 commento lasciato da Lisistrata    il 20 Maggio 2006 alle 14:11
se ti può consolare già da qualche hanno non mi pongo più queste domande, perché in fondo ci mettono in condizione di vivere piuttosto male, anche se all’inizio è importante porsi qualche dubbio, poi ho capito che l’unica certezza è il presente e gli attimi che si susseguono incessantamente ma sempre presenti, per cui ho scelto di vivere per ciò che ho e non per ciò che credo o per ciò che forse potrei o non potrei avere.Un beso da una eterna dubbiosa. Lisistrata
link
 commento lasciato da sarcastycon2   L'identità di questo utente è certificata  il 20 Maggio 2006 alle 15:41
il tempo è il mio dubbio principale.
Qualche post più in basso c’è n’è uno
che è solo di domande sul tempo.
ma senza risposte…
Il tuo eterno presente, pur nel divenire incessante,è una prerogativa di Colui che è.Ma l’uomo non è fatto a Sua immagine e somiglianza?link
 commento lasciato da s    il 20 Maggio 2006 alle 19:20
Tempus Fugit
 commento lasciato da Teologia    il 20 Maggio 2006 alle 21:23
Il Tempo… è l’unica cosa che oggi, come nel medioevo si possa dire che sia di DIO. Dio non possiede più nulla, tranne il tempo.
 commento lasciato da sarcastycon2     il 21 Maggio 2006 alle 0:15
e se il tempo non esistesse?
link
 commento lasciato da Lisistrata    il 21 Maggio 2006 alle 0:28
non credo, penso siamo noi che abbiamo creato dio a nostra immagine somiglianza, imperfetto, cattivo, rabbioso, vendicativo, qualche volta anche misericordioso, vanaglorioso, creativo, insomma una ridda di teorie umane che sono tutte perfettibili la perfezione resta un’idea, se esistesse non ci sarebbe il divenire e il tempo non scorrerebbe.
link
 commento lasciato da sarcastycon2     il 21 Maggio 2006 alle 14:19
interessante questo tuo rovesciamento:
l’uomo crea Dio a sua immagine e somiglianza.
Chissà cosa ne pensa teologia…link
 commento lasciato da anonimo    il 21 Maggio 2006 alle 15:41
x lisistrata: quello di cui parli è il dio degli uomini, ma è storia vecchia.
p.es. oltre trent’anni fa i jethro tull hanno fatto uno dei più bei dischi di sempre, aqualung, dove c’è un brano che si intitola My God. è straordinario, e parla proprio del “nostro” dio.
ma Ian Anderson sapeva benissimo che ogni sua nota non è sua, ma gli arriva dal profondo.
dio infatti, ha messo dentro di noi una cosa dove non esistono nè lo spazio nè il tempo e dove egli stesso *vive*.
è un fatto che chiunque può verificare.
ognuno ha davvero dentro di sè un pezzetto di verità, e la verità è una sola.
si trova, dietro mille montagne, nel nostro inconscio.
un grande fisico ne ha valicate moltissime ed ha scritto un libro meraviglioso,
La Particella di Dio, ossia il termine ultimo della materia, quella scintilla che ci permette di vivere, ma che è accesa solo da LuiLei, non da noi.
 commento lasciato da sarcastycon2     il 21 Maggio 2006 alle 16:33
caro s
la particella di Dio ,cioè il bosone di Higgs, non è stato ancora trovato…
link
 commento lasciato da teologia    il 21 Maggio 2006 alle 17:24
Di, il tempo, l’uomo. Dio ha creato l’uomo o l’uomo ha creato Dio? sono due problemi filosofici credo irrisolvibili.
Anzitutto è la fede, che definisco come atto di umiliazione della ragione, a far sì che si possa credere o no. Dio, il Dio cattolico, ebraico o islamico non è un Dio antropomorfo: ha una famiglia per il cristianesimo, ossia la Trinità, mentre è l’Uno in molte altre fedi. Il tempo come categoria teologica è molto interessante, ma personalmente rifiuto l’idea di Agostino. Il tempo è il creato nella dimensione materiale. Credere o meno per me è insignificante: sono le domante che antropologicamente ci si fa da millenni che fa crescere l’uomo e la donna. Insomma il senso della vita risiede in quella bella immagin e d’un poeta che scrisse “nel latte trovi lo sperma del toro!”…
 commento lasciato da sarcastycon2     il 21 Maggio 2006 alle 17:50
in altre parole, se credi, è Dio che ha creato l’uomo e, se non credi, è l’uomo che ha creato Dio.
E se uno è agnostico?
Nè l’uomo nè Dio sono stati creati?
link
 commento lasciato da s    il 21 Maggio 2006 alle 18:6
ma io non ho bisogno di credere. lo so che dio è.è di 2300 e passa annni fa il responso dell’oracolo di delfi ai lacedemoni:
che tu lo chiami o no, dio sarà presente.
l’agnosticismo è soltanto un vestito che si può indossare ma anche togliere e cambiare con qualcosa d’altro.
noi rimaniamo in ogni caso frutto del creatore, libero di riprenderci indietro quando gli pare.
e dunque, riformulo la domanda:
perchè sei nato? lo hai già scoperto?come sai , io stò ancora scavando.non ho citato il vangelo di tommaso, ma se vuoi….
 commento lasciato da Lisistrata    il 22 Maggio 2006 alle 1:19
Per anonimo: non conosco i jethro tull , se non per sentito dire e non formo mai le mie idee sulle basi delle idee altrui, semmai mi confronto con esse, ma utilizzo la logica e il ragionamento deduttivo ed induttivo, infatti mi dichiaro agnostica e non atea.
Non credo al concetto di dio, quello contenuto in ogni religione che fino ad ora abbiamo conosciuto, perché è un concetto limitato uscito dalle menti degli uomini. Lo dimostra il fatto che si è andato nei secoli evolvendosi verso forme più sofisticate e in taluni casi, come nell’islam è addirittura regredito, comunque sia il concetto di dio segue l’evoluzione e la conoscenza e perciò procede nel senso del tempo.
Se vogliamo filosofeggiare sull’esistenza o meno del tempo possiamo anche farlo, ma questo non ci conduce da nessuna parte, poiché il tempo esiste è una realtà incontestabile, non una semplice idea o una filosofia, al contrario di dio che è una necessità umana e perciò è una filosofia di vita, sia che esso esista o che esso non esista. Il tempo è una realtà incontestabile e misurabile, dio no.Il problema risiede nella necessità di capirci, poiché potremmo dire le stesse cose senza renderci conto di dirle, mi scuso perciò se mi debbo dilungare ora in spiegazioni, ma noto una certa superficialità e mi scuso di nuovo se debbo dire che in questi argomenti sono persona esperta, perché le mie ricerche passano appunto da questa strada, ma non vivo la quotidianità in questi termini, separo sempre le situazioni e le necessità, vivo la mia terrestritudine tridimensionale.Qui di solito affronto problemi sociali e politici, contingenze quotidiane e non ricerche esoteriche o essoteriche, ma visto che è stata aperta una parentesi, mi inserisco un attimo per tornare poi al mio quotidiano più banale e più comprensibile, cioè rasoterra.segue

link

 commento lasciato da Lisistrata    il 22 Maggio 2006 alle 1:22
seconda parte
Allora: nel vivere quella che noi consideriamo vita, noi occupiamo uno spazio e lo spazio si dirama in ogni direzione, dalle quali noi possiamo partire per tornare negli stessi punti dai quali siamo partiti, ma per poterlo fare occorre un altro fattore, cioè un mezzo di locomozione e questo è il tempo. Il tempo perciò non appartiene alla tridimensionalità ma serve per attraversarla, con un distinguo ben preciso. Come ho già detto nello spazio noi possiamo seguire ogni strada, verso l’alto, il basso, dx, sin. Dentro, fuori in profondità, tornare nella stessa sala parto nella quale siamo nati, insomma dovunque.Qualsiasi direzione noi decidiamo di seguire esiste una sola regola, dalla quale non possiamo sfuggire: usiamo il tempo che procede in una sola direzione, poiché esso non è tridimensionale, ma bidimensionale: va solo verso il futuro e non torna mai indietro. Per quanto noi possiamo sforzarci di provare a farlo, non è possibile riuscirci, ma siamo costretti a seguire un’ipotetica linea retta che in realtà è curva quanto lo è l’universo.
segue
link
 commento lasciato da Lisistrata    il 22 Maggio 2006 alle 1:23
terza e ultima parte
Ci piaccia o meno, l’universo tridimensionale nel quale noi viviamo ha delle regole che non possono essere modificate, poiché sono connaturate all’universo stesso e non dipendono dall’uomo, né dalla sua volontà, né dalle sue capacità, l’uomo è perfettibile e quindi non può raggiungere la perfezione dell’universo per quanto si sforzi, in quanto l’universo stesso è in continuo divenire e procede proprio come l’uomo, questo fa sì che fra l’uno-l’uomo e l’altro-l’universo esista sempre una distanza incolmabile, altrimenti tutto finirebbe e se questo un giorno dovesse avvenire vorrà dire soltanto che l’universo avrà terminato il suo compito, ma dato che esiste il tempo che procede nella stessa direzione e non viene bloccato dalla tridimensionalità, a quel punto l’universo finirà per implodere, generando uno spazio nuovo nel quale si inserirà probabilmente un altro tipo di universo.Noi siamo la casualità, l’elemento che non ha possibilità di modificare la struttura di ciò in cui ci troviamo, per fare un esempio comprensibile, noi siamo rapportati all’universo che conosciamo, come i nostri atomi sono rapportati a noi, dipende da noi la loro esistenza nella forma che hanno ora dentro il nostro corpo e alla nostra morte la loro natura si modificherà, perché noi ci modificheremo. Di conseguenza noi siamo ininfluenti è l’universo che vive, noi siamo suoi ospiti.Grazie per l’attenzione e spero mi perdoniate, se cancello qualche sogno, ma preferisco quelli realizzabili, gli altri li tengo nella fantasia.link
 commento lasciato da sarcastycon2     il 22 Maggio 2006 alle 9:50
da un punto di vista empirico puoi avere ragione,ma lo spazio tridimensionale e il tempo monodimensionale inteso come semiretta con un’origine ,che i nostri sensi avvertono sono solo un’approssimazione
della realtà.Bastano per vivere il quotidiano,ma non soddisfano le ricerche più accurate.
Lo spazio ha almeno dieci dimensioni
ed è tra le “pieghe” di queste dimensioni che bisogna cercare…
E secondo me, oggi, c’è,forse,la possibità di arrivare in “fondo”.
Vedi teoria del tutto o M-teoria.link
 commento lasciato da “anonimo” s    il 22 Maggio 2006 alle 15:40
“ma noto una certa superficialità e mi scuso di nuovo se debbo dire che in questi argomenti sono persona esperta”:già questo basta a connotare qualcosa.passato un giorno,io invece ne so ancora meno di ieri. dunque il tempo può andare anche in altra direzione.
sono felice che qualcuno abbia scoperto per me che, là, non esistono tempo e spazio. là regna il silenzio. là è il regno di dio.
***spezza un ramo: io sono lì.
alza un sasso: lì mi troverai.consideratevi di passaggio***

e non volevo citarlo, san tommaso. veramente.

per tutto il resto, la postilla di sarcastycon basta e avanza( nel tempo, of course)

 commento lasciato da lisistrata    il 22 Maggio 2006 alle 15:42
non parlavo dello spazio reale, le dimensioni probabilmente sono infinite e non solo 10, come gli universi non sono limitati al nostro, ma noi siamo tridimensionali ed è in questo universo che espletiamo la nostra esistenza, da questo dobbiamo partire ed a questo possiamo arrivare, il resto sono solo congetture, idee e non fatti. La filosofia deve servire all’uomo e non il contrario. Lo spazio deve servire all’uomo e non il contrario, il tempo invece può essere solo utilizzato nel suo percorso immutabile, in qualunque direzione noi decidiamo di andare, anche nello spazio della nostra mente, entro il quale tutto è possibile teoricamente ed ideologicamente, ma non realmente.
Posso discutere su tutto ciò che posso utilizzare, non su ciò che mi fa solo perdere tempo, scoprire quale suono produce una mano sola è ininfluente e non serve a scoprire il segreto dell’esistenza, anche perché non ci riguarda, torno a ribadire che noi siamo un incidente di percorso e non il contrario, o ci adattiamo e usiamo tutto ai nostri bisogni o restiamo schiacciati entro forze a noi ignote.
Ciao
link
 commento lasciato da sarcastycon2    il 22 Maggio 2006 alle 17:30
le leggi di Galileo e Netwon sono valide in quello che, qui stiamo chiamando spazio tridimensionale monotemporale a velocità diciamo “umane”.
Poi Einstein ci ha dimostrato che queste leggi sono approssimate e, a velocità relativistiche, cioè velocità paragonabili alla velocità della luce,non sono più valide.
Così come dall’atomo democriteo siamo passati al protone ,al quark etc., oggi siamo alle stringhe.Forse
siamo arrivati al mattone ultimo.
Le tre dimensioni spaziali macroscopiche ,si portano “attaccate”
sei dimensioni compattate,ovverosia minuscole ,più una temporale.
Vi è inoltre una undicesima dimensione,che non avevo citato, per non complicarsi ulteriormente la vita,
ed è quella che in prospettiva porta
alla plurità degli universi.
E’ troppo complesso dare una spiegazione esaustiva in un commento.
Mi riservo di fare un post.Ammesso che mi riesca…link
 commento lasciato da s    il 22 Maggio 2006 alle 18:44
potresti iniziare lanciando i dadi……
o anche la classica monetina andrebbe bene?
mmmmmmmmmmmmmm, qui però qualcuno sta scambiando per filosofia cose tutt’altro che filosofiche come la parità violata.
la faccenda si complica mentre si dipana.
o no?
vado a dare un’occhiata nelle pieghe del tempo, nel frattempo, forse nottetempo.
mumble mumble mumble
farò in tempo?
 commento lasciato da no_al_terrorismo   L'identità di questo utente è certificata  il 22 Maggio 2006 alle 19:56
hai mai letto il principe felice di oscar wilde?
link
 commento lasciato da giacomo    il 22 Maggio 2006 alle 20:37
potresti sintetizzarlo per me?
grazie
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16/10/2006 - Posted by | Varie

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