Zibaldino

Il settimo sigillo

Giugno 2006

Cinquant’ anni or sono,usciva il film di Ingmar Bergman,dal titolo apocalittico:”Il settimo sigillo”.
Un film permeato di significati filosofici esistenziali, che ben rappresentano le dicotomie il credere e il non credere,la vita e la morte,l’essere e il nulla : la contraddizione umana.
La coscienza di questa contraddizione è detta da Hegel coscienza infelice. L’infelicità nasce dalla consapevolezza della propria mutevolezza e dal desiderio di immutabile, che però è sentito come irraggiungibile.
Il tema del film è  Il viaggio come metafora della vita. Ambientato nel Medioevo, dove, la guerra, la peste, la fame, la carestia, la collera, la superstizione, l’arroganza del potere,che sono emblemi di quell’epoca, vengono reinterpretati come espressione delle angosce della condizione umana, storica ed esistenziale del Novecento.
La vita come una partita a scacchi  che noi sulla terra,per quanto abili, non possiamo in alcun modo vincere.

                                     set4.jpg  

 “La consapevolezza dell’ineluttabilità della morte, che l’Essere è Essere-per-la-Morte è un pensiero migliore dal punto di vista della felicità umana, rispetto alla rimozione del dolore e della morte dai propri ricordi.”(Heidegger).

Quale mondo?

 

     setsigil16.jpg
Ed il finale  è ancora più emblematico:
L’influenze di Hegel, Heidegger, Shakespeare,Kierkegaard e Sartre emergono in tutto il film,ma Bergman lascia allo spettatore il giudizio finale di questa contraddizione esistenziale,che poi è anche la sua,  e nella ultima scena 
la “speranza alla vita” con la salvezza della famiglia del saltimbanco e “la morte ineluttabile”, con  il macabro corteo.

                set5.jpg

Commenti

 commento lasciato da teologia   il 2 Giugno 2006 alle 8:18
letto a presto…
link
 commento lasciato da s.a.    il 3 Giugno 2006 alle 17:47
il mio Maestro ha scritto che occorrono almeno vent’anni per prepararsi alla vita. e dunque, ne occorrono almeno altrettanti per prepararsi all’incontro con la grande mietitrice. Se la traduco in termini personali, direi che è da almeno 2/3 anni che ho già iniziato a giocare quella partita:LEI è al contempo la mia maestra di scacchi e la mia avversaria: so in anticipo che il mio Re non ne uscirà vivo, ma ho la fortuna e l’onore di sapere che stò già giocando con la campionessa assoluta, invincibile, divina: se riesco a tirarla in lungo, posso ancora sopravvivere benino e, sperando nella sua magnanimità per la considerazione che da molto tempo ha da parte mia, magari mi svela in anticipo che senso ha la mia vita finora.La vedo talmente vuota che questa partita già in corso forse mi riserverà delle sorprese e le darà quel senso che da sempre vado cercando.
tu, mio caro S, a che punto sei?
vale anche per te, T.p.s. anche il mio film è iniziato da 50 anni………
 commento lasciato da sarcastycon2   5 Giugno 2006 alle 9:51
sono verso la fine della partita.
Spero nei tempi supplementari….
link
 commento lasciato da s    il 6 Giugno 2006 alle 20:38
meglio allungare il brodo. qui ci mettiamo il recioto. rallenta un bel po’………….tanti cari basi

   La morte danza”allontanandosi lietamente nel chiarore dell’alba verso un altro  mondo ignoto“.

 

 
 
 
 
 
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16/10/2006 - Posted by | Varie

2 commenti »

  1. Ciao Sarc:))
    E’ uno dei miei film preferiti. Io sono credente, ma solo da dopo i 20 e passa anni, prima no, e il film ha avuto per me doppio valore prima e dopo. Mi piace sia dal punto di vista dei contenuti, sia per come è stato girato.
    Una curiosità:
    Sull’immagine della morte che gioca a scacchi con l’uomo, nel “Settimo Sigillo”:
    nel Racconto “L’alfier Nero” di Arrigo Boito, del 1868, c’è una struttura geometrica del racconto e una situazione che sembra prefigurare moltissimo la visionarietà bergmaniana.
    Cito:

    “Chi sa giocare a scacchi prenda una scacchiera, la disponga in bell’ordine davanti a sè ed immagini ciò che che sto per scrivere.
    Immagini al posto degli scacchi bianchi un uomo dal volto intelligente; due forti gibbosità appaiono sulla sua fronte, un po’ al di sopra delle ciglia, là dove Gall mette la facoltà del calcolo;
    porta un collare di barba biondissima ed ha i mustacchi rasi com’è costume di molti americani.
    E’ tutto vestito di bianco e, benchè sia notte e giochi al lume della candela, porta un pince-nez affumicato e guarda attraverso quei vetri la scacchiera con intensa concentrazione.
    Al posto degli scacchi neri c’è un negro, un vero etiopico, dalle labbra rigonfie, senza un pelo di barba e lanuto il crine come una cresta d’ariete;
    questi ha pronunziatissime le bosses dell’astuzia, della tenacità; non si scorgono i suoi occhi perchè tien china la faccia sulla partita che sta giocando con l’altro.
    Tanto sono oscuri i suoi panni che pare vestito a lutto.
    quei due uomini di colore opposto, muti, immobili, che combattono col loro pensiero, il bianco con gli scacchi bianchi, il negro coi neri, sono strani e quasi solenni e quasi fatali”

    Nel caso specifico, il nostro Arrigo Boito arriva alla visualizzazione simbolica della “partita a scacchi con la morte” parecchio prima di Bergman, vista come preludio alla morte ma anche alla dimensione infera. Insomma Boito era uno scapigliato e un decadente, come sappiamo anche un poco malato di estetismo.
    C’è un riferimento alla nekuya, o l’invocazione (mitica) delle ombre dei morti, come già nei temi omerici, che assume un valore etico:
    il viaggio più o meno immaginario nell’aldilà, obbliga ad un confronto con la nostra fine, quindi produce maggiore consapevolezza sia cristiana per chi crede, sia laica. Questo dà maggior valore e un’importanza ‘assoluta’, una risonanza eterna, alla facoltà della ‘scelta’ di come vivere nella vita di tutti i giorni.
    A presto.

    Commento di Josh | 06/11/2008

  2. Caro Josh
    l’avevo letto anche nel tuo comm. sul blog.
    Certo,che a volte, si giunge a conclusioni in modo assolutamente indipendente e, dopo, ci si accorge che c’era arrivato anche qualcun’altro.
    Le reazioni in genere sono 2
    Ci resti male perchè ritenevi di essere originale.
    Ti consoli pensando che avevi visto giusto…
    grz della visita
    ciao
    sarc.

    Commento di sarcastycon3 | 06/11/2008


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