Zibaldino

Io senza Dio (parte 2°)

Io senza Dio
In risposta ad Anna (http://annavercors.splinder.com/)

riporto un brano dell’intervista rilasciata da Rosa Alberoni
In merito al suo libro “La cacciata di Cristo “
Dal post  su  cui  mi  hai  indirizzato 
http://benedettoilpadre.splinder.com/post/8752389

“…..Sorbi (giornalista)– Perché forse lei professoressa individua l’Occidente come terra del declino. Perché forse c’è un omicida che lei probabilmente individua in Cartesio e Russeau. Perché questi due “omicidi”?
Alberoni – Questi sono gli antenati degli Anticristo, perché Cartesio ha rovesciato tutto: prima l’essere umano era al centro, cioè, “io esisto”… Ma è così, lo si capisce anche con il buon senso, chiunque di noi lo capisce. Noi prima esistiamo, siamo concepiti, veniamo al mondo, nasciamo, poi, quando arriviamo davvero a pensare, a saper ragionare?A vent’anni? Mentre Cartesio, cosa ha fatto? Ha rovesciato. Ha messo prima c’è il pensiero. Al centro c’è il pensiero, perché dici: “Io penso, dunque esisto”… no, in realtà io esisto prima e quindi vengo da… sono stato creato da Dio, e solo dopo penso. Capisce la conseguenza? È uno spostamento. È una sorta di rivoluzione copernicana veramente!Quindi, mettendo al centro il pensiero, Cartesio ha fatto questa equazione. “
Forse  non sono stato abbastanza esaustivo nel post precedente, a cui questo si collega, e me ne scuso.
Nella mia concezione di “io” non esiste un “prima” e un “dopo” (un discorso sul  tempo ci porterebbe molto lontano, per cui in questo contesto mi attengo al concetto di tempo nella sua accezione classica) tra io empirico e io Pensante, ma sono contemporanei  e  complementari : il cogito ergo sum è la presa di coscienza di sé, come io soggetto. Il fatto di essere complementari  non vuol dire che abbiano la stessa valenza: l’io pensante è preminente sull’ io empirico. Cosa rimane di Einstein nella storia? Il “prodotto” del suo io pensante, non certo il suo io empirico.
Il sum ergo cogito, è semplicemente un artificio dialettico in funzione anticartesiana, un voler dar contro dogmaticamente,un residuo di scolastica ,di ipse dixit, a Cartesio, che, oltre tutto, era anche credente. Dicendo,  che  è un “omicida” e  accusarlo di essere il precursore dell’anticristo, quindi della scuola ateo materialistica, siamo fuori dal pensiero cartesiano, dalla filosofia e dalla storia. Se filosofi, successivi hanno usato il razionalismo, per giungere a conclusioni ateo materialistiche, non lo possiamo incolpare di questo.

Cartesio da ben tre dimostrazioni dell’esistenza di Dio, fra cui, nella quinta delle Meditazioni Metafisiche,  la famosa prova ontologica già esposta da  S. Anselmo d’Aosta e, in modo meno esplicito da S.Agostino.(non mi sembra una  compagnia di anticristo!).
L’inquisizione, che aveva colpito duramente il suo contemporaneo Galilei, non condannò le teorie cartesiane e lo vogliamo fare oggi?
Il sum ergo cogito,cioè  ammettere che la materia esista “prima” è in netta antitesi con l’asserzione cattolica che l’”embrione è vita”. L’embrione è embrione di “materia”, ma anche embrione di “pensiero”,o di “anima”.

Dire che si arrivi al “pensare” o alla ratio a vent’anni, spero che sia una sparata a livello giornalistico, altrimenti mi viene qualche dubbio sul “cogito” dell’autrice.

 Inoltre, a titolo personale, dubito che ogni  sum diventi  un cogito, mentre ogni  cogito è certamente un sum.
Vedo, a mio avviso, nell’intervista rilasciata , delle asserzioni  infondate ed incoerenti con la stessa ermeneutica cattolica.

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Commenti

 commento lasciato da importanzadeleparole     il 24 Luglio 2006 alle 17:49
Ciao Sarcastycon2, ti trovo in forma e come al solito ti invito a lasciare il tuo dotto commento al mio ultimo post. Grazie IDP
link
 commento lasciato da Anna    il 24 Luglio 2006 alle 18:0
Caro Sarcasty, sul piano della dialettica e del pensiero certo mi puoi battere sia perché io non ho approfondito la riflessione su questo argomento, sia perché la discussione che si basa su delle idee dimostrabili anche in modo sofistico prescinde completamente dall’evidenza indimostrabile della mia esperienza personale. Mia e di molti miei amici.
Ma forse l’impossibilità di comprenderci deriva da due diversi obbiettivi. A te interessa l’aspetto teorico, mentre a me interessa l’aspetto pratico: personalmente parto sempre dall’esperienza per giungere a convalidare una teoria.
Ho pensato, leggendo le riflessioni suscitate in te dall’intervista alla Alberoni, – non so, forse per associazione di idee – a una frase di sant’Agostino: “si cerca per trovare, non si cerca per cercare”
Ed io credo che se uno crede di aver già trovato non cerca per trovare.
E dove si cerca? In qualcosa di oggettivo, come la realtà in cui siamo immersi; lo definisco oggettivo perché esiste al di fuori di noi e noi non possiamo fare nulla per cambiarlo.(continua)
 commento lasciato da Anna    il 24 Luglio 2006 alle 18:2
In questi giorni ho pensato anche a quanto tu dicevi dell’io Pensante e mi sono detto che il tuo era soprattutto un discorso teorico che metteva in subordine l’io empirico.
Però l’io empirico esiste… e spesso non sopporta di adeguarsi all’io pensante.. oppure c’è una netta separazione sentimentalistica tra i due: da una parte il pensiero puro, dall’altro i sentimenti e le reazioni istintive che vanno per conto loro.
Allora mi è venuto in mente una cosa che diceva un mio amico: per capire chi sei veramente, non pensare per esempio come reagiresti in una determinata situazione, ma chiediti: come ho reagito in una situazione simile?
Insomma per conoscerci, per capire chi veramente siamo e cosa veramente desideriamo occorre guardare l’io in azione: il mio io in azione.
Per conoscere me stessa non bastano tutti i più nobili pensieri che posso avere su di me… occorre che osservi me stessa in azione: solo l’esperienza fatta rivela me a me stessa. E quindi potrò apportare delle correzioni di rotta, se voglio.
(continua)
 commento lasciato da Anna    il 24 Luglio 2006 alle 18:3
Ecco per giudicare e capire me stessa devo partire non dal pensiero, ma dall’esperienza fatta che mi rivela come sono.
E seppure l’ho fatta in modo non consapevole era una mia esperienza e mi aiuta a conoscermi.Se non ci fosse l’esperienza, se non ci fosse l’Essere quindi come si potrebbe pensarlo?
Ma questa’ultima è solo una riflessione legata a quello che dicevi sull’io pensante e mi sembra tanto la storia dell’uovo e la gallina…Mmmm… mi accorgo di aver fatto un minestrone, però penso che quel che è importante per me è essere felice, e trovare la via giusta per esserlo non nel futuro, ma qui e ora, nel presente, cioè sempre.
E penso che sia un desiderio anche per te. Ma con il solo pensiero non credo si arrivi a capire la giusta via. Io per lo meno ci sono arrivata tramite un’esperienza che non avevo preventivato (un imprevisto) e che mi ha costretto a riflettere.
Ciao!
 commento lasciato da Sarcastycon     il 24 Luglio 2006 alle 23:4
x anna
“E dove si cerca? In qualcosa di oggettivo, come la realtà in cui siamo immersi; lo definisco oggettivo perché esiste al di fuori di noi e noi non possiamo fare nulla per cambiarlo.”Dovunque si cerchi: si cerca con il pensiero.E chi ci dice che quella che noi chiamiamo “realtà empirica” non sia una realtà virtuale?
Non voglio mettere troppa carne al fuoco…
Mi accontento di una doverosa difesa di uno dei più grandi “pensatori” di sempre:Cartesio.
link
 commento lasciato da stealth    il 25 Luglio 2006 alle 20:46
nessuno tocchi cartesio.
si rivolta già abbastanza nella tomba a sentire simili sproloqui: masturbationem plebis. null’altro.
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16/10/2006 - Posted by | Filosofia e Religioni, Varie

4 commenti »

  1. […] ??..Sorbi (giornalista)? Perché forse lei professoressa individua l?Occidente come terra del declino. Perché forse c?è un omicida che lei probabilmente individua in Cartesio e Russeau. Perché questi due ?omicidi?? Alberoni ? Questi sono gli antenati degli Anticristo, perché Cartesio ha rovesciato tutto: prima l?essere umano era al centro, cioè, ?io esisto?? Ma è così, lo si capisce anche con il buon senso, chiunque di noi lo capisce. Noi prima esistiamo, siamo concepiti, veniamo al mondo, nasciamo, poi, quando arriviamo davvero a pensare, a saper ragionare?A vent?anni? Mentre Cartesio, cosa ha fatto? Ha rovesciato. Ha messo prima c?è il pensiero. Al centro c?è il pensiero, perché dici: ?Io penso, dunque esisto?? no, in realtà io esisto prima e quindi vengo da? sono stato creato da Dio, e solo dopo penso. Capisce la conseguenza? È uno spostamento. È una sorta di rivoluzione copernicana veramente!Quindi, mettendo al centro il pensiero, Cartesio ha fatto questa equazione. ?Forse  non sono stato abbastanza esaustivo nel post precedente, a cui questo si co … Posted by sarcastyconVery interesting.Link to original article […]

    Pingback di Varie Blog Digest - Io senza Dio (parte 2°) | 23/10/2006

  2. ma che vuo di?

    Commento di fraciello | 07/12/2009

  3. ma siete scemi?

    Commento di fraciello | 07/12/2009

  4. fraciello
    se hai qualche problema con la filosofia npn è colpa ns.
    ciao
    sarc.

    Commento di sarcastycon | 07/12/2009


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