Zibaldino

L’agnostico

30 Marzo 2006


L’agnostico, affacciato ad un cavalcaferrovia , guarda i treni dei credenti e degli atei che passano, in un verso e nell’altro,  intriso , di un’amletica dicotomia, non sa su che treno salire.
Sono, poi, così diversi i credenti e gli atei ? Sono essi su rette parallele?
Nella geometria ellittica di Riemann  non esistono le rette parallele : tutte le rette prima o poi si incrociano, basta modificare un postulato. Entrambi credono ,gli uni credono nel credere e gli altri credono nel non credere. L’agnostico,invece,  non sa se credere.   L’agnostico legge , studia ,riflette  e ,quando alla fine intravede una luce e sta per ghermire la verità, il cronotopo gli modifica  il substrato sul quale sono implementate le  sue elucubrazioni e deve ricominciare. Il “campo” credere deve essere necessariamente un “campo booleano” : si,no? Esiste un’ altra possibilità ? La recente teoria del tutto (TOE: theory of everything), unificatrice di tutte le forze in gioco in un universo permeato dal campo di Higgs, comporta risvolti non solo fisici  ma, anche  metafisici e teologici..

Portando all’ estreme conseguenze questa teoria si potrebbe arrivare alla non esistenza della materia. Saremmo , dunque ,delle corde vibranti immerse  in un concerto universale  il cui direttore d’orchestra potrebbe essere l’insieme stesso delle corde?. Con questo si tornerebbe al panteismo eracliteo , l’ identificazione tra Dio e  universo, per i non credenti ,oppure a un panteismo spinoziano  di un Dio immanente, per i credenti. Dopo 2500 anni siamo tornati al punto di partenza.

Spero di essere confutato
L’agnostico.

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Commenti

 commento lasciato da no_al_terrorismo     il 30 Marzo 2006 alle 22:55
saremo sempre al punto di partenza…ci possono essere “nuove” teorie, ma non daranno mai certe risposte,
dio? universo? il tutto? il niente?
quando stai per afferrare un concetto scivola dalle mani, e non hai risposta…solo domande…
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 commento lasciato da sarcastycon2     il 30 Marzo 2006 alle 23:4
fondamentalmente siamo d’accordo
comunque prima che sia troppo tardi
mi piacerebbe avere qualche certezza…
sarcastycon
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 commento lasciato da teologia     il 9 Aprile 2006 alle 11:8
Ateismo e agnosticismo: un consiglio, leggere DIO E LA RELIGIONE di B. RUSSELL…
Un saluto e a presto
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 ommento lasciato da sarcastycon2     il 9 Aprile 2006 alle 17:40
interpreto l’agnosticismo di Russel come tendente all’ateismo, mentre io penso che una posizione equidistante tra il credere e il non credere sia più consona.
Non mi piace Russel né come filosofo né come uomo.
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 commento lasciato da andreapepe     il 13 Aprile 2006 alle 12:54
caro professore.
da un pò di tempo non mi sono più occupato del blog a causa dei troppi impegni e di alcuni viaggi.forse ha ragione lei, magari avrò esagerato un pò. ma in fondo mi chiedo,
perche? una persona che si pone delle domande che nessun altro ha ancora posto, che cerca di esplorare un campo, se pur piccolo, ancora inesplorato: non sta forse facendo FILOSOFIA?
io penso che quella che si studia siu libri a scuola, (le cui noiose lezioni in un liceo ho rimpianto tante volte), non sia propriamente filosofia! piuttosto STORIA della filosofia!
non cred di sbagliarmi tanto.quanto al suo ultimo post:non penso che il credere sia una variabile booleana. penso che in fin dei conti ognuno di noi, magari inconsapevolmente, crede in qualche cosa. più che altro, è l’adesione a una certa corrente di credenze potrebbe essere una variabile di boole.A quell’agnosticismo, a cui lei accenna, penso che bisognerebbe educare i giovani. delle lezioni che stimolino la ricerca personale ed individuale, nonchè il senso critico, andrebbero a mio parere – se non sostituite – affiancate al catechismo cattolico ad esempio.Caro professore, vorrei un suo parere su un mio elaborato in mteria di conformismo. se magari ci si mette in contatto tramit e-mail… apepe87@yahoo.it

a presto.
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 commento lasciato da Anna    il 20 Luglio 2006 alle 15:35
Peccato! Ti avevo risposto, ma è scaduta la sessione ed ora tutto l’entusiasmo è venuto meno…Certo che confutarti non è facile, soprattutto perché io non conosco le varie teorie di cui parli.
Però posso dirti che se la materia non esistesse… ma scusa: se io come materia non esistessi, come potrei scrivere ora… e tu come potresti leggere?E le persone care? Sono fatte anche di materia o no? Forse non si ammalano, non si stancano, non hanno mille esigenze come te?
Io credo che sia anche giusto arrendersi all’evidenza. Ciò che è evidente è indimostrabile perché è evidente… o no? Se mi rompo una gamba e mi mettono un gesso per 5 mesi (speriamo che bastino!!!) non può essere un’immaginazione! Come lo dimostro? È una triste evidenza, ma è una evidenza.Comunque scopro con imbarazzo che sei un prof. universitario e, anche se ho diversi amici prof. universitari (e un figlio ricercatore che aspetta il concorso per associato), mi intimidisci… ma dovevo immaginarlo per la tua signorilità…
Piuttosto volevo indicarti come lettura, utilissima per scoprire la ragionevolezza della fede, questo libro che mi ha molto consolato (perché non si può credere in qualcosa di irrazionale)
L. Giussani, Il senso religioso, Rizzoli.
Mi pare che in esso si possano trovare le risposte alle tue domande.
Ciao
Anna
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16/10/2006 - Posted by | Varie

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