Zibaldino

Lettera ad un Professore che non potrà leggerla.

Lettera ad un Professore che non potrà leggerla.
Al mio Professore 
     di storia e filosofia dell’allora glorioso
     Liceo scientifico Federico Enriques di Livorno

Caro Professore,
sono passati molti decenni, ahimè, da quando imberbe studente del terzo anno cominciai a muovere i primi passi nel mondo della filosofia sotto la Sua guida.
                Ingenuamente pensavo che sarà mai questa filosofia? Io conosco i teoremi di Pitagora, di Euclide, di Talete, con tutte le relative dimostrazioni , so risolvere problemi di algebra e geometria non saranno quattro chiacchere ad impensierirmi.
                Ricordo perfettamente le prime due lezioni: Lei spiegò per due ore ed io, ma non solo io, non capii assolutamente le parole né tanto meno i concetti da Lei espressi. 
                Alla terza lezione cominciai ad avere dei seri dubbi sulle mie capacità intellettive. 
                Solo in seguito mi resi conto che, Lei volutamente, aveva adoperato un linguaggio difficile facendo scontrare la mia vergine mente con parole e concetti come metafisica, ontologia, gnoseologia, logica, per spronarmi al ragionamento, colpendomi nell’orgoglio e per farmi studiare.
                  La sfida era cominciata. Subii per tutto l’anno scolastico, ma alla fine riuscii a “vendicarmi” o meglio Lei riuscì nel Suo intento.
                  Devo riconoscere che non ero un soggetto facile, mi aveva insegnato bene Lei, se spiegava il cristianesimo io ero l’anticristo, se Lei spiegava Nietzsche io ero S. Paolo, se Lei spiegava Aristotele io ero Copernico.
                   Caro Professore, o meglio il Nostro come La chiamavamo noi studenti, scimmiottando il libro di testo, non siamo, una volta che una volta, riusciti a metterLa in difficoltà. Eppure avevo dei compagni di classe brillantissimi. 
                     Qualunque domanda Le ponessimo puntuale arrivava la Sua più che esaustiva spiegazione ed anche una pronta controdomanda che ovviamente, il più delle volte, ci metteva in difficoltà.
                   Alla fine del quinto anno, qualcuno pensò di chiederLe se non avesse una qualche lacuna .
                   Ci pensò un attimo e poi ci disse, con aria seria e un po’ desolata, che sì, in effetti, una lacuna l’aveva .Un sogghigno beffardo aleggiò sui nostri volti, ma durò pochissimo la famosa lacuna era nientemeno sull’economia del subcontinente indiano fra il IV e il V secolo avanti Cristo.
                   Non ho mai saputo se avesse voluto prenderci in giro o meno, infatti cambiammo rapidamente argomento perché una Sua domanda sull’economia del III secolo avrebbe avuto effetti devastanti.
                    Ricordo, e come farei a non ricordalo, Le sue domande in preparazione della maturità, che noi studenti chiamavamo spazio-temporali: sì, illimitate nel tempo e nello spazio.(allora si portava il programma degli ultimi tre anni, cioè tutto).
                   Nelle interrogazioni la Sua domanda preferita era: la conoscenza dagli albori della filosofia fino a Croce e che non provassimo a sorvolare su qualche filosofo, perché una raffica di interrogativi ci avrebbe investito e travolto. 
                    Se lo facesse oggi ci sarebbe una rivolta con tanto di manifestazione antimoratti, antiamericana con contorno di bandiere della pace e girotondi. 
                     A proposito di politica, questa era l’argomento che più ci divideva: Lei cristiano e di sinistra ,io di destra ed agnostico, Lei partigiano ed io profugo istriano.
                    Per me ogni occasione era buona per farle rimarcare come l’ Urss fossa più imperialista degli Usa.
                     A una Sua domanda su Kant, in maniera assolutamente provocatoria, esordii dicendo: Kant,il famoso filosofo russo nato a Kaliningrad… praticamente fu un suicidio.
                     Quella stessa sinistra, che Lei amava tanto, fu proprio quella che La tradì in ciò che di più caro aveva: il Suo ruolo di educatore, di Demiurgo delle nostre anime .
                     Quanto avrà rimpianto, negli anni del sessantotto la nostra classe: discepoli vivaci, ma rispettosi nessuno di noi si è mai sognato di darLe del tu o di apostrofarLa: ” Ehi prof.”!
                     Quella sinistra, che stava emergendo, non Le piaceva e la piega che aveva preso la scuola ancora meno.
                     E’ per questo che Lei rinunciò all’insegnamento e poco dopo scomparve ancor giovane? 
I miei compagni di classe ed io non La dimenticheremo.
Addio, Professore, a Dio se Dio esiste.
 

 

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Commenti

commento lasciato da Ethos     il 23 Marzo 2005 alle 16:35
Rispetto molto la tua ricerca, non credo che il mondo si possa giudicare seaparando i buoni dai cattivi. Mi auguro sempre che ci sia una poossibilità di dialogo anche tra i lontanissimi. Sono certo che in buona misura questo esito dipenda da atteggiamenti ordinari. Non sono di destra e non sono agnostico, ma mai sono stato comunista e per questo non ho difficoltà a riconoscere alcune buone ragioni dei comunisti. Desidererei un confronto politico all’altezza dei problemi seri e gravi che abbiamo di fronte, affianco e dietro, in quanto non nascono oggi. Spererei che l’Italia imparasse a non fidarsi più di furbastri demagoghi come Berlusconi, preferendo assumere in proprio le responsabilità che le competono, senz’alcuna delega in bianco. Non capisco cosa si intenda per “moderati” o se sia solo una categoria dello spirito per fottere meglio il prossimo, come temo.
link
 commento lasciato da andreapepe    il 26 Marzo 2006 alle 23:36
salve.
io NON SO CHI LEI SIA,ne tantomeno cosa faccia nella vita, quale sia il suo lavoro.
il suo commento mi ha molto colpito. Mi ha posto davanti a considerazioni importanti. ch eper il mio bene è opportuno che io faccia.
in primo luogo, vorrei chiederle spiegazioni sulla frase: “Accetta un piccolo rimprovero:ogni tanto adopra il congiuntivo il governo non l’ha ancora abolito per legge”. mi piacerebbe ricevere qualche indizio per comprenderla.
Accetto con serenità il fatto che io possa aver ragione, dal momento che ciò che dico lo dico su base reale; quanto ai metodi: non ho la pretesa che siano efficaci. comunque io parlavo di formazione “Politica” (con la P maiuscola) non di cultura generale.ho letto la sua lettera.
io concordo pienamente con il metodo del suo professore. è il metodo adatto per formare bene una persona. erano altri tempi, bisogna prenderne atto e fare i dovuti confronti con il mondo di oggi. io frequento da cinque anni l’istituto tecnico industriale. ho parecchi amici del vicino liceo scientifico e mi capita spesso di confrontarmi con loro: considerando la loro formazione, confrondata con la mia, ho sempre sostenuto e sottolineato l’importanza e la valenza dell’insegnamento della filosofia. secondo il mio parere dovrebbe essere inserita in tutte le scuole “di ogni ordine e grado”. accanto alle quale, in alcuni gradi dell’istruzione dovremmo affiancare un pò di formazione tecnico-pratica alla politica. il Bipartisan, nella mia concezione, può essere sostiruito con il termine OBBIETTIVA!!!la ringrazio del suo commento.
torni a trovarmi.Andrea Pepe
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 commento lasciato da andreapepe    il 26 Marzo 2006 alle 23:36
salve.
io NON SO CHI LEI SIA,ne tantomeno cosa faccia nella vita, quale sia il suo lavoro.
il suo commento mi ha molto colpito. Mi ha posto davanti a considerazioni importanti. ch eper il mio bene è opportuno che io faccia.
in primo luogo, vorrei chiederle spiegazioni sulla frase: “Accetta un piccolo rimprovero:ogni tanto adopra il congiuntivo il governo non l’ha ancora abolito per legge”. mi piacerebbe ricevere qualche indizio per comprenderla.
Accetto con serenità il fatto che io possa aver ragione, dal momento che ciò che dico lo dico su base reale; quanto ai metodi: non ho la pretesa che siano efficaci. comunque io parlavo di formazione “Politica” (con la P maiuscola) non di cultura generale.ho letto la sua lettera.
io concordo pienamente con il metodo del suo professore. è il metodo adatto per formare bene una persona. erano altri tempi, bisogna prenderne atto e fare i dovuti confronti con il mondo di oggi. io frequento da cinque anni l’istituto tecnico industriale. ho parecchi amici del vicino liceo scientifico e mi capita spesso di confrontarmi con loro: considerando la loro formazione, confrondata con la mia, ho sempre sostenuto e sottolineato l’importanza e la valenza dell’insegnamento della filosofia. secondo il mio parere dovrebbe essere inserita in tutte le scuole “di ogni ordine e grado”. accanto alle quale, in alcuni gradi dell’istruzione dovremmo affiancare un pò di formazione tecnico-pratica alla politica. il Bipartisan, nella mia concezione, può essere sostiruito con il termine OBBIETTIVA!!!la ringrazio del suo commento.
torni a trovarmi.Andrea Pepe
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 commento lasciato da sarcastycon2     il 27 Marzo 2006 alle 7:30
ti risponderò staseralink
 commento lasciato da sarcastycon2     il 28 Aprile 2006 alle 9:43
quando ho scritto di destra intendevo dire liberale di destra.link
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16/10/2006 - Posted by | Ricordi, Varie

1 commento »

  1. Thanks for finally writing about >Lettera ad un Professore che non potrà leggerla. Zibaldino <Loved it!

    Commento di check this out | 29/06/2012


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