Zibaldino

Finalmente un grande Papa.

Dopo i pontificati deludenti di Giovanni XXIII e di Paolo VI,troppo legati all’infelice Concilio Vaticano II , e quello di grande effetto mediatico , ma culturalmente un po’ povero di Giovanni Paolo II, un Uomo di splendida ed autentica cultura  è salito al Soglio di S.Pietro.
Leggendo il discorso di Benedetto XVI, devo riconoscere che mi sono sentito “bacchettato” anch’io,che credente non sono, ma, esaminando in profondità le sue parole, si nota un’interessante apertura verso i laici di buoni intenti. Penso di essere nel giusto, interpretando le sue parole come un  : accogliamo  tutti gli uomini di buona volontà, perché i tempi che ci aspettano,sono gravidi di pericoli. Al di là della parte essenzialmente teologica ed ecclesiastica, la mia attenzione si è soffermata su questo passaggio e, date le mie convinzioni, non poteva essere diversamente.
 
“La matematica come tale è una creazione della nostra intelligenza: la corrispondenza tra le sue strutture e le strutture reali dell’universo – che è il presupposto di tutti i moderni sviluppi scientifici e tecnologici, già espressamente formulato da Galileo Galilei con la celebre affermazione che il libro della natura è scritto in linguaggio matematico – suscita la nostra ammirazione e pone una grande domanda. Implica infatti che l’universo stesso sia strutturato in maniera intelligente, in modo che esista una corrispondenza profonda tra la nostra ragione soggettiva e la ragione oggettivata nella natura. Diventa allora inevitabile chiedersi se non debba esservi un’unica intelligenza originaria, che sia la comune fonte dell’una e dell’altra. Così proprio la riflessione sullo sviluppo delle scienze ci riporta verso il
Logos creatore. Viene capovolta la tendenza a dare il primato all’irrazionale, al caso e alla necessità, a ricondurre ad esso anche la nostra intelligenza e la nostra libertà. Su queste basi diventa anche di nuovo possibile allargare gli spazi della nostra razionalità, riaprirla alle grandi questioni del vero e del bene, coniugare tra loro la teologia, la filosofia e le scienze, nel pieno rispetto dei loro metodi propri e della loro reciproca autonomia, ma anche nella consapevolezza dell’intrinseca unità che le tiene insieme. È questo un compito che sta davanti a noi, un’avventura affascinante nella quale merita spendersi, per dare nuovo slancio alla cultura del nostro tempo e per restituire in essa alla fede cristiana piena cittadinanza. Il “progetto culturale” della Chiesa in Italia è senza dubbio, a tal fine, un’intuizione felice e un contributo assai importante.”

Giudico interessantissimo coniugare scienze, filosofia e teologia, cioè, entrando nei dettagli ,la fisica teorica, la metafisica e la teologia, nella più ampia accezione di questi termini.
E’ questa la “Conoscenza”, che  spero traspaia dai post di questo blog, e  alla quale tendo; la fisica teorica ,la metafisica, e la teologia, pur nella loro distinzione, non sono su rette parallele, in un punto, più o meno lontano nello spazio e nel tempo, si incontrano.

  

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21/10/2006 - Posted by | Filosofia e Religioni, Varie

21 commenti »

  1. Bello questo passaggio al quale non sono ancora arrivata. Forse lo prenderò in cosiderazione anch’io, benchè il mio intento sia quello di sottolineare la ragionevolezza di una comune origine dell’Universo e della nostra intelligenza, il Logos appunto, che non può non esistere.
    Su questa sottolineatura si può costruire un dialogo razionale e interessante tra cattolici e non.
    Perché la differenza tra uno che crede semplicemente in Dio e un cattolico è questa discriminante fondamentale: il Fatto dell’Incarnazione, a partire dal quale – dice il discorso di Verona – si è verificato un cambiamento imprevisto e straordinario.
    Certo che non apprezzo le prime battute del post in cui mostri di non stimare i precedenti pontefici; ma capisco il tuo punto di vista condizionato da quello che i mass media hanno voluto far passare del concilio e dei tre papi.
    Senza contare i vari cattolici fai-da-te che, al pari dei cattolici “adulti”, hanno solo fatto danni alla Chiesa e alla società italiana.
    Ma se uno queste cose le vive al di fuori non può comprenderle, o per lo meno coglie soltanto quello che chi ha più influenza nei mass media vuole mostrargli.
    E se non sei diventato cattolico – permettimi di dirtelo – è perché forse non hai ancora fatto l’incontro con dei veri testimoni di Cristo. Un incontro fisico, concreto, reale, non virtuale. Perchè non si aderisce a qualcosa che non si conosce e si conosce solo per esperienza personale. Ma forse te l’ho già detto. Comunque “repetita iuvant”!!!
    Ciao!

    Commento di Anna | 21/10/2006

  2. Cara Anna
    Per quanto riguarda il concilio,non sono stato condizionato dai mass media,avendolo vissuto,non dico in prima persona ,ma quasi,non dimenticare che mia madre era una cattolica praticante,impegnata nella chiesa,nella diocesi, era presidente regionale della S.Vincenzo dei Paoli e ha fatto molte conferenze in proposito.Quindi le discussioni erano piuttosto approfondite e di buon livello.
    Se vuoi “salvare” il concilio in ipotesi è un tuo diritto sacrosanto ,ma credo che tu non possa riconoscere che ha avuto dei risvolti poco ,diciamo, “simpatici”…
    Le discussioni teologiche e filosofiche ,erano piuttosto frequenti,in casa mia ,mia nonna,di origine svizzera era valdese praticante,puoi ben immaginare…le discussioni fra suocera e nuora……a cui ho assisitito, con interesse devo dire.
    Ciao a presto

    Commento di sarcastycon | 21/10/2006

  3. Sai Sarcas, non è che voglia difendere il Concilio che in fondo conosco molto poco.
    Però ricordo che quando nel 75 incontrai il Movimento ecclesiale cui appartengo, per gettare fango su di esso, non contentandosi di bastonare i ragazzi nelle scuole e nelle università, alcuni dicevano che era contro il Concilio.
    Io chiesi lumi e mi dissero che non era vero: mi bastò; anche perché vedevo come testimoniavano la fede e la vivevano concretamente rimettendoci in prima persona.
    A me piacevano e piacciono i cristiani che non solo fanno discussioni teologiche interessanti, ma soprattutto quelli che mettono in pratica il Vangelo e giocano tutto su di esso.
    So che quegli anni che tu hai vissuto tra persone competenti non erano facili per la Chiesa che si trovava in una situazione di grande crisi, soprattutto dal punto di vista metodologico. Nel senso che c’era un approccio alla fede di tipo fideistico e in gran parte irrazionale (e ciò che è irrazionale prima o poi crolla). Però i principi eterni del Cristianesimo erano e sono tali da sopravvivere a qualsiasi interpretazione sbagliata legata ai tempi.

    Per cui ripeto: non hai incontrato ancora il cristianesimo vero, bello, affascinante, coinvolgente, che ho avuto la fortuna di incontrare io nel ’75. E prima del ’75 mi consideravo una buona cristiana, in totale buona fede, ma decisamente senza coraggio perché mancava il fascino di una Presenza amata che mi facesse sfidare tutto.

    Ecco perché insisto: non dare per scontato di conoscere il vero cristianesimo solo perché sei vissuto in una famiglia cristiana, soprattutto in quegli anni di grande crisi.

    Un’ultima cosa: il cristianesimo non è lo spunto per discussioni anche interessantissime, ma ha la pretesa di dare un senso bello e desiderato alla vita di ciascuno.

    Ciao

    Commento di Anna | 21/10/2006

  4. Non ho mai pensato che CL fosse contro il concilio,ma che il concilio fosse contro Cl,il concilio era contro tutto quello che potesse rappresentare la tradizione classica della chiesa,persino l’autorità del Papa.In pratica,il concilio è l’atto di nascita dei cattocomunisti nel filone del monsignor capovilla(segretario di Giovanni XXIII),di la pira e compagni i cui eredi, sono oggi alcuni cardinali e vescovi come tettamanti, martini, antonelli e luigi papa,e molti preti,che tutto fanno tranne quello per cui sono preposti.”Il fumo di satana nella casa del Signore.”
    Fortunatamente c’è il Cardinale Ruini, che ha detto,sulle orme del Papa, a chiare note, che l’unità dei cattolici in politica è finita. Il convegno Ecclesiale di Verona è stata una debacle per tettamanti e compagni.Puoi ringraziare lo Spirito Santo,perchè il suddetto tettamanti era tra i papabili…..
    Scusami se sono stato un pò duro,ma i personaggi doppiogiochisti,falsi e viscidi non li sopporto.
    Ciao

    Commento di sarcastycon | 21/10/2006

  5. Non li sopporto nemmeno io… ma Dio ha pazienza… E con la pazienza alla fine fa quello che vuole Lui.
    Perché è Lui il padrone del mondo e della storia.
    Vedi che, nonostante tutti i maltrattamenti, il mio movimento c’è ancora ed è florido ed ha una particolare predilezione da parte del Papa? Lo sai che ha voluto per accudirlo non le suore di prima, ma delle memores Domini che sono delle consacrate del movimento?
    E poi quello che dice il Papa ha una grande sintonia con quanto dice Giussani! Talvolta usano addirittura le stesse parole,e quasi sempre gli stessi concetti!

    Ci hanno attaccato, e ci attaccano, è vero. Ma noi continuiamo a crescere e ad essere entusiasti di avere incontrato e di poter sempre riincontrare Cristo.
    E non ricambiamo attaccando, ma vivendo la gioia di essere cristiani fedeli al Papa.

    Commento di Anna | 21/10/2006

  6. Benedetto XVI un grande papa? Oddio. era bene restasse cardinale e andasse in pensione ha già fatto danni seri da Ratisbona (morti cristiani ci son costati per nulla…) e a presto un decreto liturgico su cui i vescovi sono perplessi….
    mah…
    buona vita.

    antonio

    Commento di teologia | 21/10/2006

  7. Ciao Antonio e ben tornato.
    Si potrà,anche, non essere d’accordo con il Papa su quello che dice,ma non si può disconoscere che sia un un Uomo estremamente colto.
    Il discorso di Ratisbona è stato “traviato” da media incompetenti e sicuramente in malafede.Ha citato un fatto storico così come avvenne, non si falsifica la storia ad uso politico,come sono abituati a fare dal 1945 in poi gli pseudostorici italiani e non.
    Quando uscirà questo decreto liturgico lo leggerò, ma se alcuni vescovi,ed immagino chi possano essere ,sono “perplessi”, allora questo decreto ha buone probalità di essere per il bene della chiesa.
    Ti ho già ricordato una volta le parole di Cristo:
    “Tu sei Pietro e su questa pietra ….”
    Tu che sei,per un ritorno alle origini del cristianesimo,
    per un ricongiungimento di tutti i cristiani,dovrai pur sempre avere presente i Vangeli,da questi si evince,in modo indiscutibile, che quello che dice il Papa ,piaccia o non piaccia, è…il Vangelo.

    I martiri della chiesa sono la testimonianza ,se ce ne fosse bisogno, del pericolo immanente ed imminente dell’islam. Religione primitiva per menti primitive  che galvanizza torme di fanatici sanguinari, a cui bisogna opporsi con fermezza. Non è in pericolo solo la religione cristiana, ma sono in pericolo la nostra Civiltà,il nostro modo di essere,il nostro modo di vivere e soprattutto la nostra libertà di uomini.

    Non è il momento di fare distinguo filosofici e teologici,
    caro Antonio, ma è il momento dell’unità di intenti fra cristiani e laici per la comune sopravvivensa.
    Ti ringrazio della visita e mi piacerebbe che ci sentissimo più spesso.
    Ciao

    Commento di sarcastycon | 22/10/2006

  8. Cara Anna
    ho risposto prima ad Antonio perchè era molto tempo che non ci sentivamo.
    Parafrasando Cicerone Dio potrebbe dire…:
    Quousque tandem abutere piatientia nostra?
    Credo che il tempo della pazienza sia finito.
    Ricorda che anche Gesù,”perse la pazienza”,quando scacciò i mercanti dal tempio e non lo fece certo con una parabola!!
    Non vorrei che il troppo amore alla fine diventi un danno per tutti.
    Combattiamo una battaglia dura,vediamo di usare qualche arma più persuasiva.
    ciao

    Commento di sarcastycon | 22/10/2006

  9. Sarcastycon,
    con questo post ti sei assicurato uno “stormo” di seguaci lettori: un gruppo di studenti universitari iscritti a Fisica.
    Sono certo che, di tanto in tanto, qualcuno di loro farà capolino nel tuo blog. E, tra questi, anch’io perchè sono affascinato da questa materia.

    Commento di marshall | 22/10/2006

  10. Caro Marshall
    ti ringrazio e tanto per mettere un pò di carne al fuoco
    ti riporto per comodità due post che sono molto in fondo nel blog.
    ———————–
    L’opera più celebre di Dalì è sicuramente “La persistenza della memoria”; in questa tela sono rappresentati orologi deformi, sciolti, appoggiati sopra degli oggetti, come il ramo di un albero a simboleggiare una necessaria ridefinizione del tempo.Salvador Dalí fu influenzato dalla fisica relativistica di Einstein e in questa opera , il grande pittore, ha dato la sua interpretazione artistica e geniale della nuova teoria. La deformazione delle immagini degli orologi simboleggia molto bene la deformazione dello spazio-tempo.L’orologio è sicuramente lo strumento razionale per eccellenza ; permette di misurare il tempo e scandisce le nostre esigenze empiriche quotidiane. Deformando l’orologio e trasformandolo in una figura colloidale, la cui forma sembra adattarsi,ma non completamente, alle superfici su cui viene posta, Dalí fa riconsiderare all’osservatore la dimensione del tempo, della memoria, del sogno e del desiderio, nelle quali il prima e il dopo si confondono e lo scorrere del tempo sembra variare con la percezione soggettiva. Una interpretazione artistica ,filosofica che presume una comprensione scientifica delle proprietà dello spazio-tempo relativistico di Einstein.
    —————–

    L’agnostico, affacciato ad un cavalcaferrovia , guarda i treni dei credenti e degli atei che passano, in un verso e nell’altro, intriso , di un’amletica dicotomia, non sa su che treno salire.Sono, poi, così diversi i credenti e gli atei ? Sono essi su rette parallele?
    Nella geometria ellittica di Riemann non esistono le rette parallele : tutte le rette prima o poi si incrociano, basta modificare un postulato. Entrambi credono ,gli uni credono nel credere e gli altri credono nel non credere. L’agnostico,invece, non sa se credere. L’agnostico legge , studia ,riflette e ,quando alla fine intravede una luce e sta per ghermire la verità, il cronotopo gli modifica il substrato sul quale sono implementate le sue elucubrazioni e deve ricominciare. Il “campo” credere deve essere necessariamente un “campo booleano” : si,no? Esiste un’ altra possibilità ? La recente teoria del tutto (TOE: theory of everything), unificatrice di tutte le forze in gioco in un universo permeato dal campo di Higgs, comporta risvolti non solo fisici ma, anche metafisici e teologici..
    Portando all’ estreme conseguenze questa teoria si potrebbe arrivare alla non esistenza della materia. Saremmo , dunque ,delle corde vibranti immerse in un concerto universale il cui direttore d’orchestra potrebbe essere l’insieme stesso delle corde?. Con questo si tornerebbe al panteismo eracliteo , l’ identificazione tra Dio e universo, per i non credenti ,oppure a un panteismo spinoziano di un Dio immanente, per i credenti. Dopo 2500 anni siamo tornati al punto di partenza.
    Spero di essere confutato.
    L’agnostico.

    Commento di sarcastycon | 22/10/2006

  11. Ricordo il “quousque tandem Catilina” e davvero mi meraviglio che il padre Eterno non l’abbia ancora pronunciato.

    Ma cosa credi che possiamo fare noi cristiani?

    Il Papa nel discorso di Verona ci dice che la Chiesa non è un soggetto politico, ma i cristiani si assumono responsabilmente le scelte politiche (e non è la prima volta che lo dice… anche quando era prefetto per la Congregazione della dottrina della fede lo diceva).

    Ebbene, io sono cristiana, non mi occupo di politica perché non posso, ma posso usare il voto per chi mi rappresenta il meno peggio possibile.
    Dopo aver fatto questo cosa credi che possa fare nel campo della politica?
    Posso mantenere i contatti con le persone che ho eletto, posso controllarne l’operato e vedere se meritano oppure no.

    Ma se nel campo della politica partitica ho scarse possibilità d’azione, posso però fare un lavoro culturale di approfondimento personale che condivido con gli amici.

    In fondo uno dei problemi più drammatici del nostro tempo è la speculazione sull’ignoranza di chi si vuole strumentalizzare; la negazione del’uso corretto della ragione che invita a comprendere la realtà (prova a parlare con molti pseudointellettuali che circolano anche nel web: ignoranza della realtà dei fatti, a parte qualche nozione falsa appresa dalla scuola di stato, e discorsi sui massimi sistemi che ignorano la realtà).

    Ma non si può ignorare o falsificare la realtà.

    Scusa lo sfogo, ma talvolta viene lo sconforto davanti a tanta presuntuosa ignoranza.

    Commento di Anna | 22/10/2006

  12. Cara Anna
    i blog servono anche per sfogarsi per dire in libertà i propri sentimenti,le proprie ansie,i propri desideri e perchè no, le nostre gioie.
    Il mio post sulla cultura era proprio contro gli pseudointelletuali,normalmente asserviti,per supidità o per interesse, ad ideologie demenziali e false.
    E, il grave, è che sono portatori di acqua inquinata alla mensa dei giovani.
    Nessun sconforto,ma coltello fra i denti e all’attacco.
    ciao

    Commento di sarcastycon | 22/10/2006

  13. Sarcastycon,
    parlando del primo dei due post, sii sincero, è opera tua?
    Bè, in ogni caso io ho un portachiavi portatomi con tanto amore da Barcellona; rappresenta proprio uno di quegli orologi dipinti da Salvador Dalì. Ma non ne conoscevo la storia che mi hai raccontato tu.
    Poichè quei ragazzi di cui sopra, sono proprio appassionati di Einstein e della sua teoria della relatività, non posso che invitarli prontamente a leggere questo post.
    Passo ora al secondo.

    Commento di marshall | 22/10/2006

  14. Per il secondo post, mi sono perso dal “campo di Higgs” in poi.
    Da lì in poi, devo ammettere la mia ignoranza.
    Cercherò di approfondire con i “miei” studenti di Fisica.
    ——–
    Vedo che ci riservi continue sorprese sul tuo livello culturale!

    Commento di marshall | 22/10/2006

  15. x marshall
    Quando mi viene l’idea di fare un post,su qualcosa di serio,applico,per quanto mi riesca, il discorso sul metodo di Cartesio,come ho scritto in un mio post precedente.
    Analisi e sintesi in loop,fino alle conclusioni.
    E pertanto cerco sempre di documentarmi in modo adeguato.Non essendo un critico d’arte,pur conoscendo ed anche ammirando le “stranezze” di Salvator Dalì, mi sono chiesto del perchè di quegli orologi.
    Ho così “scoperto” la storia di cui sopra.
    Non è umanamente possibile conoscere tutto e ,per quanto si sappia,non sappiamo niente. L’unica ancora di salvezza
    è il metodo,la logica,con una buona dose di intuizione.
    In conclusione non conoscevo la storia, ma,appresala, ne ho tratto le mie conclusioni,giuste o sbagliate che siano,questo non sta a me giudicare.
    Anche nel secondo post,non penserai che abbia inventato la teoria del tutto!!! Ci stanno lavorando fior di scenziati, ma anche lì mi sono limitato alle considerazioni iniziali e finali.

    di seguito per comodità riporto due post sul metodo.
    a scanso di equivoci il virgolettato non è mio eheheh

    “Non c’è nulla interamente in nostro potere, se non i nostri pensieri” Cartesio
    Un commento, in chiave personale, sull’approccio cartesiano, alla risoluzioni dei problemi che, pur essendo del XVII secolo, è ancora oggi valido.
    Ecco le quattro fasi con cui il filosofo ci spiega la sua metodologia.

    “Il primo era di non prendere mai niente per vero, se non ciò che io avessi chiaramente riconosciuto come tale; ovvero, evitare accuratamente la fretta e il pregiudizio, e di non comprendere nel mio giudizio niente di più di quello che fosse presentato alla mia mente così chiaramente e distintamente da escludere ogni possibilità di dubbio.”

    Penso che si possa interpretare il primo punto , senza stravolgere il pensiero cartesiano, come occorra rendere la mente scevra da ideologie politiche,da credi religiosi,da pregiudizi morali, dalla malafede e dalla superficialità tipica dei nostri tempi, quale prologo ad un ragionamento razionale. Dopodiché, enucleare i soli dati, che abbiano superato la prova critica della ragione. Cartesio non poteva certo usare questo linguaggio ,erano i tempi dell’inquisizione e della scolastica, sapeva che fine aveva fatto Galilei, tanto che rinunciò a pubblicare alcuni suoi scritti.

    “Il secondo,di dividere ognuna delle difficoltà sotto esame nel maggior numero di parti possibile, e per quanto fosse necessario per un’adeguata soluzione.“

    Questo secondo punto è, davvero, importante: si tratta dell’analisi del problema. La scomposizione in “parti”, dell’oggetto complesso, sino al raggiungimento dell’unità minima, od oggetto semplice, e la conseguente classificazione dei risultati ottenuti, sono funzionalità razionali da cui non si può prescindere. Dall’accuratezza dell’analisi e dalla logicità della classificazione dipendono la correttezza delle fasi successive.

    “Il terzo, di condurre i miei pensieri in un ordine tale che, cominciando con oggetti semplici e facili da conoscere, potessi salire poco alla volta, e come per gradini, alla conoscenza di oggetti più complessi; assegnando nel pensiero un certo ordine anche a quegli oggetti che nella loro natura non stanno in una relazione di antecedenza e conseguenza.”

    Queste, filosoficamente e letterariamente ,splendide righe ,visualizzano il percorso della ragione, come un crescendo sinfonico, dal suono più flebile, dell’oggetto “semplice”, al pieno orchestrale, dell’oggetto “complesso”, di un’orchestra,il cui direttore è il nostro “Cogito”.

    “E per ultimo, di fare in ogni caso delle enumerazioni così complete, e delle sintesi così generali, da poter essere sicuro di non aver tralasciato nulla.”

    La sintesi, stringente sui dettagli, ma generale sull’oggetto, ed ancora una rivisitazione critica, sul metodo seguito, portano finalmente alla soluzione.
    Cartesio mette, al centro del metodo, la razionalità dell’uomo, inteso come puro pensiero. Il “Cogito” è l’insieme di certezza e dubbio che, in un divenire critico, superando il dualismo, ci fa raggiungere la conoscenza.

    —————

    “un pensiero viene quando è “lui” a volerlo, e non quando “io”lo voglio”.
    Friedrich Wilhelm Nietzsche

    Di fronte a un problema, mi sono chiesto spesso quale sia l’interruttore, che fa accendere l’ ”idea” e perché, a volte, ciò accada in tempo reale ed altre volte in tempo differito, oppure mai.
    Tra mediocrità e genialità.
    Certamente la ragione esamina tutte l’informazioni associate, cioè indicizzate, che sono presenti nella memoria a lungo termine. estrapolando quelle che ritiene appartenere allo stesso insieme, in pratica una fase analitica, una preparazione di base.
    Successivamente interviene l’intelletto che rielabora le informazioni scegliendo tra il procedimento euristico e il procedimento algoritmico, cioè tra intuizione ed elaborazione.
    La risoluzione di un problema, con procedimento algoritmico, è un metodo meccanicistico, è seguire uno schema predefinito, pianificato, un calcolo che può essere laborioso e lungo. L’intervallo temporale tra approccio al problema e risoluzione, rappresenta la quantità di “mediocrità”: più è lungo il tempo maggiore è la quantità di mediocrità.
    La risoluzione di un problema, con il procedimento intuitivo, è la capacità di elaborare tutte le informazioni contemporaneamente ed, usufruendo della conoscenza astrattiva, enucleare il valore associato, valido per la nostra soluzione. Velocità di ricognizione delle informazioni, capacità astrattiva e intuizione determinano il tempo di risoluzione, più questo intervallo tende a zero maggiore è la quantità di “genialità”.
    Per questo il pensiero viene quando vuole “lui”, perché dipende dalla strada percorsa: mediocre o geniale.

    Commento di sarcastycon | 22/10/2006

  16. Sarcastycon,
    potrebbe essere la presentazione per un libro su Cartesio.
    E perchè no: dopo questo sforzo, potresti cimentarti a scriverne uno, tu!
    Non ti mancherebbe nulla per poterlo fare: conoscenza, idee e intuito per inserire qualcosa di originale; di tuo.
    Potresti farcela benissimo!
    Che io sappia, non c’è molto su Cartesio.
    Sento di potertelo consigliare: provaci!!

    Commento di marshall | 23/10/2006

  17. Scienza e filosofia con il loro progredire restringono via via il ruolo della teologia e , a differenza di questa, non si cristallizzano sul postulato di partenza : Dio esiste. Procedono e inevitabilmente lo fanno su un terreno comune alla teologia ma, tra l’altro, ricercano ciò che la teologia dichiara di saper già per dimostrato. Scienza e filosofia può darsi che un giorno incontrino Dio, e in quel caso ben venga. La teologia afferma di voler far “quadrare” la ricerca sull’incontro già avvenuto. E questo non è ragionevole.

    Commento di RadiconED | 23/10/2006

  18. x radiconED
    Sono in linea di pricipio d’accordo,ma puntualizzerei che
    bisogna fare una riflessione critica sulla teologia,infatti ho scritto “nella più ampia accezioni di questi termini”
    E’un pò riduttivo,credenti o non credenti,farsi un’immagine di Dio,solo sulle orme delle varie religioni,o delle scritture.Dobbiamo,considerare che erano rivolte,la bibbia ,specialmente la Genesi,ad uomini,non ancora completamente usciti dal neolitico, e le altre ad uomini,sicuramente nella stragrande maggioranza analfabeti.Giorni fa mi è ricapitato fre le mani un vecchio libro degli anni 50 di Werner Keller “La bibbia aveva ragione”,in esso si descrivono alcuni ritrovamenti archeologi che confermerebbero,alcuni episodi della bibbia.
    Questo per significare che la strada che dobbiamo percorrere per arrivare alla “conoscenza” è lunga e non possiamo,in ipotesi, scartare alcunchè.
    ciao

    Commento di sarcastycon | 23/10/2006

  19. Certo , non scartiamo alcunché in linea di principio, ma in pratica dobbiamo fare delle scelte e “sgrossare” un po’ il campo per evitare anche di perdersi. Come all’interno di una biblioteca, la maggior parte dei libri non vale la pena di essere letta. Che il gatto nero porti sfortuna, per esempio, è un particolare che possiamo trascurare.
    Certamente la Bibbia è fonte di conoscenza di grande importanza, ed ovviamente ci dice a volte in forma “mitologica” cose vere che oggi possiamo spiegare fuor di metafora, fuori dal mito. Keller non lo conoscevo, ti segnalo (ammesso che tu non lo conosca già) il “famoso” libro di Immanuel Velikovsky “Mondi in collisione” , pubblicato più o meno nel ’50 – tra l’altro è il libro trovato aperto sul comodino di Eintein dopo la sua morte

    Commento di RadiconED | 31/10/2006

  20. x RadiconED
    E’ vero, molti libri non meritani di essere letti,ma purtroppo per accorgersene bisogna leggerli.
    Certi avvenimenti storici descritti in vari testi antichi, vanno letti anche in un’ottica ,archeologica e astronomica.
    La biblioteca di Alessandria d’Egitto,avrebbe potuto darci delle risposte o delle indicazioni precise,ma la barbaria umana la distrusse più volte.Velikovsky e Einstein erano buoni amici,per cui il fatto non mi meraviglia.
    ciao

    Commento di sarcastycon | 31/10/2006

  21. Grazie del consiglio. Ho letto e, ancora una volta, condivido in pieno.
    A presto.

    Commento di epimenide | 02/12/2007


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