Zibaldino

Dal materialismo storico al negazionismo.

La propagazione degli errori.Il materialismo dialettico è la “filosofia” del marxismo elaborata da Marx ed Engels applicando il metodo dialettico di Hegel al materialismo.

Il materialismo storico è l’interpretazione materialistica della storia che porta ai concetti di struttura e sovrastruttura, che stanno alla base del marxismo.

Gli errori concettuali del materialismo storico sono fondamentalmente due.

Il primo:l’economia politica, cioè la “struttura” quale archè ed
il secondo: riconoscere, attraverso il materialismo scientifico, la materia quale unico fondamento dell’universo e quindi della realtà.

Il secondo errore ,dipende in parte dal primo, la scienza al servizio della politica, e, in parte, dalla scarsa conoscenza della fisica come sostiene,a ragione,il prof. Antonio Zichichi:

«Una colonna portante del “materialismo scientifico” di Karl Marx fu la pretesa di avere capito il significato rigoroso di ciò che si deve intendere per “materia”.
“Questa pretesa non nacque nei centri in cui si cercava di capire la logica rigorosa che regge la realtà in tutte le sue dimensioni, piccole e grandi. Questa pretesa è nata fuori dai laboratori scientifici di quei tempi ed è andata avanti senza più tener conto degli enormi sviluppi che la Scienza galileiana ha saputo ottenere nel corso del suo sviluppo. Si arriva così alla conclusione che non avrebbero immaginato i padri del “materialismo scientifico”.
E cioè che la “materia” ha le sue radici in qualcosa che più “etereo” non potrebbe essere : Spazio e Tempo. Insomma, un pezzo di piombo, una pietra, un asse di acciaio, la più robusta struttura che si possa immaginare è fatta di un “concentrato” che ha come ingredienti la dimensione” dello Spazio e quella del Tempo.” (Antonio Zichichi)

Dalla concezione di struttura e di sovrastruttura si hanno le conseguenze più aberranti del marxismo.
Il voler attribuire l’evoluzione del genere umano alla sola economia politica, l’ossessione marxista della produzione quale “struttura” della società ,l’interpretazione della realtà sociale sulla sola dimensione delle condizioni materiali di vita degli uomini sono i principi errati su cui si substanzia il marxismo.
La storia è l’evoluzione delle “strutture” economiche, mentre la scienza ,il diritto, la religione, la cultura, l’arte etc. sono “sovrastrutture” ,ed, in quanto tali, dipendono dalla “struttura” e sono prive di autonomia e, perciò stesso, asservite alla politica.
Non è vero quello che è vero ma, è vero quodlibet alla politica.

Questa procedura si è ulteriormente sviluppata fino a raggiungere una sistematicità, che conosciamo col nome di “negazionismo”.
La storia sia antica che recente scritta o riscritta, non secondo gli accadimenti storici nella loro realtà oggettiva, ossia come si sono in effetti svolti, ma come si sarebbero “dovuti o non dovuti svolgere “ secondo la convenienza politica. Lo snaturamento della realtà oggettiva che viene politicamente soggettivizzata.

In un primo tempo il negazionismo si riferiva principalmente a negare la Shoah.
ed era di matrice neonazista,ma non dimentichiamo che le radici del nazismo affondano nell’ humus socialista.
In perfetta sincronia con il materialismo storico, il negazionismo si propaga e trova nuovi adepti ,i comustisti che devono negare, o quantomeno minimizzare,gli scempi ed i misfatti dei loro regimi.
I media che sono completamente asserviti alla politica e agli ascolti.
Gli islamici,che con la negazione della Shoah, è stato servito loro su un piatto d’argento un argomento, per negare il diritto all’esistenza dello stato di Israele.
Rapidamente il negazionismo si espande a tutti i temi più importanti
Negare le radici cristiane dell’Europa (che piaccia o no questa è la nostra storia)
Negare la matrice islamica degli attentati alle torri gemelle
Negare tutto quello che rappresenta la nostra Civiltà ,la nostra Storia,la nostra Cultura.
Il tutto detto con sconvolgente tono atarassico
Abbiamo dunque una geniale “corrente filosofica” che propugna la “non esistenza dell’esistenza”.

(continua)

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02/02/2007 - Posted by | Filosofia e Religioni

3 commenti »

  1. E il guaio più grosso è che la massa di chi si fa manovrare dai maitres à penser non si pone alcun problema filosofico: gli basta che gli pseudointellettuali o opinionisti parlino e gli utili idioti applaudono…

    Commento di Anna | 02/02/2007

  2. Ciao Anna
    E’ proprio quello che vogliono i politici:la massa deve solo obbedire, basta dirle che tutto quello che viene fatto è in suo favore.
    La demagogia quale filosofia di potere.

    Commento di sarcastycon | 03/02/2007

  3. L’ESERCITO TRISTE DEI GRANDI

    “”L’armamentario dell’umanità contemporanea funziona per opposti, oscilla continuamente tra visioni antagoniste, senza la capacità di comprendere gli opposti, (che pure esistono) e di trasferirli ad un ordine superiore. La scuola è la propaggine fisica di questa psicologia, il risultato di una visione piatta, a due dimensioni, dell’esistenza.
    A sei, sette anni i bambini sono inquadrati nell’esercito triste dei grandi. Ed è osservabile la loro trasformazione.
    Il gusto del gioco, il sogno, la freschezza delle impressioni, l’entusiasmo, l’adattabilità, il coraggio, vengono sostituiti giorno dopo giorno con l’apprendimento delle emozioni cosiddette umane: invidia, gelosia, rancore, ansietà, paura, il parlare eccessivo ed il mentire, e quelle deformazioni del viso che formano il repertorio di MASCHERE PER LA LORO ESPRESSIONE.
    L’ingabbiamento della libertà del bambino è un’operazione dolorosa. Ma la dolorosità, come durante un lungo viaggio di sferragliare del treno, poco a poco non la sentiamo più, fino a diventare per noi tutt’uno con l’esistenza. La sua presenza diventa una costante naturale e, per assurdo, rassicurante, al punto che abbandonare la dolorosità sarà per l’adulto un’impresa quasi impossibile.
    Paura e sofferenze sono ringhiere. Guai a perderle!
    E’ più difficile eliminare la più piccola paura della propria vita che scalare una montagna.””
    (Da “Meditazioni”, di Silvio Berlusconi): “il puer aeternus”.

    Esso dice molto sulla psicologia del suo successo perché ha saputo conservare intatta la capacità di sognare di un bambino: forse questo è il motivo dell’invidia che attrae su di sé.

    Commento di francoazzurro | 15/06/2007


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