Zibaldino

Memento 10/02/08

I CRIMINI IMPUNITI: LE FOIBE DI TITO
DIECI FEBBRAIO, GIORNATA DEL RICORDO
.
Grazie alla legge 92/2004 il 10 febbraio e’ la ” Giornata del ricordo” solennita’ civile per commemorare i martiri italiani delle foibe, e di tutti coloro che vennero uccisi dai soldati di Tito sul confine orientale, durante e dopo la seconda guerra mondiale, ma anche per ricordare il triste esodo dei 350.000 italiani sopravvissuti, i quali dovettero abbandonare le loro radici, per venire poi internati nei 109 campi profughi italiani e con il dolore nel cuore e lo sgomento nell’animo si sono sentiti anche appellare come ” Traditori” soprattutto da coloro , che allora , avevano messo le basi per quella bella democrazia che abbiamo ereditato!
      In questi giorni il ricordo si fa più intenso anche per me, che sono nato alla fine degli anni 50 a Genova.
      Si fa intenso il ricordo dei racconti dei miei nonni, di mia madre e delle mie zie.
      Mia madre, ultrasettantenne, oggi e’ malata , ed il suo uardo è perso nel vuoto, e quando la vado a trovare, ritrovo nei suoi occhi la stesso sguardo, smarrito ed impaurito, di quando mi raccontava, malvolentieri, la sua infanzia in Istria.
     Sì, malvolentieri, in quanto mi diceva che le cose brutte non voleva ricordarle. Anche se io capivo che quei ricordi erano scolpiti nella sua memoria come neanche Michelangelo avrebbe saputo fare, Lei non voleva ricordare, perchè nessuno l’avrebbe ascoltata o forse,pensava, addirittura creduta.
     Mia madre, nel 1944 , a soli 12 anni tutte le mattine appena si svegliava, si alzava con il cuore in gola e, senza fare colazione, correva dal paese di Moschiena fino a quello di Laurana , sono circa due km, e andava dalla “Villa della morte” dove era rinchiuso suo padre, in attesa della pena capitale, inflittagli perchè italiano, e per giunta segretario del comune di Moschiena.Mia madre mi disse che, la mattina alle nove, mio nonno poteva affacciarsi 5 minuti a quella finestra e il giorno che non lo avesse più visto voleva dire che sarebbe morto. Mia madre , quando lo vedeva, tornava a casa contenta perchè il suo papà era ancora vivo.
     Fece quella vita per due interminabili mesi, fino a quando suo padre, per carità cristiana , trovò chi lo aiutò a fuggire dalla villa della morte.Tornato a casa, prese mia madre Maddalena e la sorella maggiore Maria ( I nomi propri di persona fanno capire la profonda fede cristiana della popolazione Istriana) e fuggì immediatamente verso il confine, senza cibo e con qualche straccio di ricambio.
     Mia nonna rimase a casa per non dare nell’occhio in paese, ma due giorni dopo prese la figlioletta Antonietta, di soli 3 anni e fuggì anche Lei verso Trieste con mezzi di fortuna, anzichè a piedi come mio nonno, in quanto si sentiva protetta dal suo cognome tipico del luogo, Randich.
     Mia madre mi raccontò ancora che durante il tragitto, verso Basovizza, le si fermò davanti un camion carico di cadaveri, da dietro penzolava il corpo di una giovane donna con solo mezzo cranio, e dai lati del camion rivolava il sangue creando delle grandi pozze in terra.
     Mia madre , ancora oggi , nonostante la malattia, quando vede un camion che trasporta ghiaia bagnata, e dai lati cola acqua, le viene in mente quell’orribile immagine e le par di sentire ancora l’odore dolciastro del sangue fresco.
     Fortunatamente riuscirono a raggiungere Trieste sani e salvi, furono poi portati in un campo profughi a Parma e, mentre i figli dei nuovi italiani democratici andavano a scuola, mia madre, a 14 anni, cuciva portafogli in una conceria per 10 ore al giorno.
      Ed a qualcuno sembra strano, che proprio il tempo passato al lavoro, con il giuoco e lo studio negati, siano i ricordi felici dell’adolescenza di mia madre.
      Potrei raccontare ancora di quando mia nonna si tappava le orecchie per non ascoltare le grida di giovani ragazze italiane stuprate, torturate e poi infoibate , ( Sul libro Profughi di Gianni Oliva troverete innumerevoli orrende testimonianze), o di quando mia zia Maria fu testimone di un omicidio di un civile da parte di un “Titino” il quale tagliò l’orecchio della sua vittima , lo infilzò nella baionetta e inizio a saltellare intonando una canzoncina che era una sorta di ballo di sangue. Lo stesso, puntò la baionetta insanguinata, con l’orecchio infilzato dentro, al collo di mia zia dicendogli di stare zitta, e non dire nulla di ciò che aveva visto, altrimenti, lui sapeva di chi era figlia, ed avrebbe fatto la stessa cosa a suo padre.
      Fortuna che non la uccise, ma mia zia, per tutta la sua esistenza, fu molto tormentata da questo fatto, ed in età adulta dovette spesso far ricorso a cure psichiatriche.
      Queste sono solo piccolissime testimonianze, di un orrore volutamente dimenticato, con la complicità delle istituzioni, dello stato e non ultima della scuola.
      Io il 10 Febbraio indosserò un piccolo fiocco tricolore, per ricordare anche che i carnefici sono rimasti impuniti e protetti
dalla comodità del silenzio.
Giulio Benvenuti
( figlio di esule Istriana.)
 

Posto questo scritto non mio, perchè avendo avuto le stesse vicissitudini, qui descritte, mi è sembrato giusto dare spazio ad altre testimonianze.

Aggiungo due note:

Anche mia madre parlava raramente di quel periodo.

Quel che è più grave è che i mandanti degli assassini titini erano in Italia: Togliatti e Longo su tutti.


Marcello/sarc.
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08/02/2008 - Posted by | Varie

15 commenti »

  1. Grazie per aver pubblicato la mia lettera, anche se non te la ho mandata io. Domenica 10 febbraio la ho letta ad una commemorazione avvenuta qui a Genova, portando mia madre come testimone delle verita’ che contiene.
    Aggiungo un commento al tuo, ovvero che mia nonna odiava piu’ Togliatti che il maresciallo Tito, e tu sai il perche’.
    EVVIVA L’ITALIA ! E se lavoriamo sul nostro pensiero , ne costruiremo una nuova , ricca di valori e di amore.

    Commento di giulio benvenuti | 12/02/2008

  2. Ti ho mandato un email.
    Il permesso per pubblicarla l’ho avuto da chi me l’ha inviata.
    Cmq dare più pubblicità possibile a queste testimonianze mi sembra doveroso.
    ciao
    Marcello

    Commento di sarcastycon | 12/02/2008

  3. Togliatti “mandante” di Tito? Ma conosci il significato della parola mandante o parli a vanvera?

    Commento di ?? | 25/02/2008

  4. X per l’anonimo??

    Conosco perfettamente il significato della parola mandante.
    Ed è esattamente quello che volevo dire e lo posso dire perchè c’ero.
    saluti

    Commento di sarcastycon | 25/02/2008

  5. Esserci e capire sono due cose molto diverse. Ma pensi davvero che Tito avesse bisogno dei consigli di togliatti su cosa fare? Pensi che le foibe non fossero un preciso obiettivo degli slavi istriani? Ma via …

    Commento di ?? | 25/02/2008

  6. Le foibe erano “anche” un preciso obbiettivo degli slavi,questo in Istria.
    Ti vorrei ricordare che il cosidetto “migliore” era a libro paga di quel gentiluomo di stalin ed era il plenipotenziario dell’urss,con la mansione di creare in Italia uno stato comunista,ma essendoci gli accordi di Yalta,non sarebbe stato semplice, allora la strategia rossa era quella di espandere quanto più possibile la jugoslavia, fino a comprendere la venezia giulia e possibilmente anche parte di quella euganea.Cosa fortunatamente non riuscita.
    Per far questo il “migliore”,di cui stalin si fidava di più che di tito, mandava,insieme al suo degno compare longo,vere e proprie liste di proscrizione, in cui erano ben numerosi i cittadini e i partigiani non comunisti che furono regolarmente trucidati dai titini.E per maggior sicurezza, tito, questa volta in proprio, pensò bene di eliminare anche i partigiani non comunisti slavi.
    Questa è la storia del comunismo,questa è una parte della storia di più di 100.000.000 di vittime del comunismo.
    La storia del comunismo è un lungo fiume di sangue.
    Non vedo cosa ci sia da capire,basta solo osservare.
    saluti

    Commento di sarcastycon | 25/02/2008

  7. X ??
    puoi continuare la discussione sul
    blog http://sarcastycon.wordpress.com
    troverai un post (per ora è il primo)
    con i dettagli.
    Non mi sembra di buon gusto continuare qui la discussione sul numero dei morti del comunismo.
    saluti
    sarc
    ps
    Su quel blog puoi dire tutte la cavolate che ti pare,ovviamente aspettati delle risposte adeguate.

    Commento di sarcastycon | 25/02/2008

  8. No no lascia stare, perdere tempo con polemiche sul libro nero del comunismo (e affini) è troppo. Mi interessava di più la polemica sulle vicende istriane ma visto che la pagina è di fatto oscurata desisto del tutto.

    Noto comunque che la tecnica usata è quella della riduzione al silenzio …

    Commento di ?? | 25/02/2008

  9. x ??
    Su questo argomento non accetto polemiche negazioniste da persone che hanno studiato sui libri o pseudo documenti falsificati della storia italiana.
    E’ un capitolo tragico della ns. storia e chi non l’ha vissuto non lo potrà mai capire.
    E’ sintomatico che i profughi italiani, di quelle zone, l’abbiano più con togliatti che con tito.
    tito in fondo era il nemico e da tale si comportava.
    ma togliatti?
    Accetto discussioni su qualsiasi altro argomento,ma non su questo.
    Che ti piaccia o non ti piaccia le cose,purtroppo,andarono così.
    saluti

    Commento di sarcastycon | 26/02/2008

  10. Già, è sintomatico nel senso che un antropologo ti direbbe che spesso chi si identifica in pieno con il ruolo della vittima si “sfoga” su un supposto nemico interno invece che sull’aggressore. Ma io non sono un antropologo e piuttosto rifletto su più di 20 anni di prevaricazioni contro gli slavi di Istria e Dalmazia e cerco le cause che han portato a determinati fatti storici … Quanto al negazionismo se sono negazionista perchè secondo te togliatti era il mandante di Tito allora sì, sono negazionista!

    E lascia perdere il fatto di esserci stato, non dà nessuna credenziale di storico

    Commento di ?? | 05/03/2008

  11. x ??
    Nessuno sfogo su un supposto nemico,ma solo considerazioni vere su un vero nemico dell’Italia e del popolo italiano.
    Il cittadino sovietico togliatti,detto il “migliore” per gli amici o, meglio, per i suoi compagni di merende, è il mandante di moltissimi crimini,perpretati dai comunisti italiani e non.Fu addestrato a Mosca al nobile scopo di esportare il comunismo in Italia,con qualunque mezzo, ivi compresa l’eliminazione fisica dei non collaboranti.Salvo, poi, dire che c’erano state dell’esagerazioni da parte di certi compagni,prontamente dotati di passaporti di paesi paradisiaci,aldilà della cortina di ferro.
    Cortina di ferro edificata allo scopo di impedire che il bieco imperialismo occidentale,corrompesse le anime pure della classe operaia,che aveva scelto liberamente di vivere nel paradiso dei lavoratori.

    Le formazioni partigiane rosse erano perfettamente in conbutta con quelle comuniste titine e, su ordine e liste dei “migliori”,trucidavano gli italiani,per il solo fatto di essere italiani,anche a guerra finita.
    Neghi anche che abbia fatto eliminare i partigiani non comunisti?
    Smettiamola con la bufala ,che i giuliani,gli istriani e i dalmati, fossero tutti fascisti,la maggior parte era gente che abitava in quelle zone da tempo immemorabile,come la famiglia di mia madre, e se poi c’erano i fascisti, beh che mi dici di tutti quelli che erano fascisti nell’altre regioni d’Italia? e che poi,per strana combinazione,sono diventati antifascisti dopo il 25 luglio del 1943? e sono rispuntati a fine guerra con patacche partigiane appese alla giacca?

    Visto che vuoi fare lo storico allora sappi che le prevaricazioni, contro gli italiani delle regioni orientali,
    cominciarono sotto “cecco beppe” che fece trasmigrare molti slavi,dalle regioni interne dell’impero verso quelle italiane ,con il preciso scopo di sminuire la nostra presenza etnica.Non contento, affidò agli slavi i poteri delle amministrazioni locali, con risultati catastrofici per le popolazioni italiane.

    Che tu sia negazionista la cosa non mi sorprende affatto,non sei stato a quel tempo in quei luoghi, non hai subito niente di niente e ti sei abbeverato ai libri di storia e ai documenti falsi scritti da gente vigliacca che ha dovuto e deve giustificare di essere sulla poltrona ancora oggi.
    Incurante di migliaia di cadaveri e di centinaia di migliaia di profughi,si autoloda e giustifica tutto in nome dell’ideologia marxista-comunista-resistenziale, per tener ben strette posizioni di potere indebitamente conquistate con la menzogna e con i soliti mezzucci di voltagabbana all’italiana.

    La storia scritta da questi esseri ignobili è falsa come una moneta da 3 euro,anche se pansa ha scritto la grande bugia,non sono molto convinto che l’abbia fatto per amore della verità quanto per mero interesse di cassetta per il suo libro.
    saluti

    Commento di sarcastycon | 06/03/2008

  12. Caro Sarc,
    è stata una pagina più che tragica, sono d’accordo, e me ne sono ancor più reso conto dal racconto di pochi ex-istriani che ho conosciuto, e che hanno trovato a migliaia rifugio in Ancona, solcando l’Adriatico di notte su barconi di fortuna, con cielo sereno si riusciva a vedere la sagona del Monte Conero (altezza 550 m.) a picco sul mare. Ne ho conosciuti pochi, perchè la maggior parte di loro non parla di questa origine, c’è in loro una specie di vergogna a mostrare il dolore che hanno sofferto.

    Mio zio Lorenzo ha fatto la guerra in Grecia, Albania e Montenegro prima dell’8 settembre, e mi ha raccontato fatti abominevoli perpetrati dai nostri soldati, e dopo l’8 sett. è finito in un campo di concentramento Bokum, Germania ovest, vicino Francoforte da dove è tornato per Natale del 1945.

    All’inizio degli anni ’90 un paesano, sapendo che avevo qualche conoscenza nei militari del distretto si Ancona, mi ha chiesto di andare a informarmi sulla sua domanda di pensione di guerra (pochi spiccioli, per carità, il solito emendamento strombazzato dai politici, ma per un contadino a 70 anni potevano far comodo): anche lui era stato in Yugoslavia. Il maggiore responsabile dell’archivio delle domande e dell’archivio della documentazione mi ha detto che non era il caso di approfondire sul perchè non avevano dato luogo ad un’istruttoria, dal momento che – diceva – sarebbero potute emergere anche notizie infamanti sulla condotta di questo mio paesano in Yugoslavia, dal momento che era già avvenuto per altri, e che era meglio dimenticare ogni cosa. Ho riferito al mio paesano, e anche lui è rimasto male, e non sapendo cosa fare ha abbandonato il proposito.

    Questi due fatti, zio Lorenzo e il paesano, fanno sospettare in concreto che la condotta delle truppe italiane non sia stata esemplare in quel contesto. Certo Tito ci ha messo il carico da 90, ma anche gli italiani in Istria non pare avessero eccelso in virtù civiche.

    E la rabbia che noi abbiamo sollevato, prima con l’occupazione dell’Istria (occupazione di tutti i posti pubblici, cambio dei nomi di città e dei cognomi, ecc.), poi con la guerra ( e dio solo sa cosa potrebbe essere avvenuto), ci si è riversata contro. Può essere che il Migliore abbia fatto da spia, ma gli animi erano già all’estremo e ce l’hanno fatta pagare, non per un motivo astratto di politica, ma per le tante ingiustizie – desumo – che abbiamo perpetrato.

    Ora, se c’è da commemorare qualcosa, mi pare sia il ripudio della guerra. Certo fare chiarezza non è semplice, ma penso che gli archivi dei distretti militari possano rendere ragione di quanto ci hanno fatto soffrire i compagni di Tito. Non mi pare una questione nè di destra nè di sinistra, ma una questione di chiarezza e di verità. Quel che mi stupisce, e lo trovo un indizio allarmante, è che i comunisti italiani non ne hanno mai voluto parlare (segno che qualche responsabilità politicamente infamante ce l’hanno) e anche oggi ci sono certamente resistenze e remore. Ma io che comunista non sono (però non sono neanche di destra) sarei del tutto favorevole a mettere in chiaro questo pezzo di storia, ma senza commemorazioni nè di destra nè di sinistra, perchè le commemorazioni dicono sempre “ma quanto sono bravo io”, e in questo caso, mi pare che di bravi non ce ne sono.

    Su Pansa non sono d’accordo, l’amore di cassetta avrebbe potuto farlo su altri argomenti, non gli mancano certo i soggetti (considera che i partigiani lo osteggiano ad ogni presentazione dei suoi libri).
    A presto

    Commento di Pacoloio | 29/05/2008

  13. Questo post, pur non avendolo scritto io ricalca abbastanza bene la mia storia.
    Mia madre ed io ci siamo salvati solo per uno di quei casi del destino che capitano una sola volta nella vita.

    Ti lascio il link del post da me scritto l’anno precedente
    https://sarcastycon3.wordpress.com/2007/02/07/10-febbraio-2007-il-giorno-della-memoria/
    ciao
    Sarc.

    Commento di sarcastycon | 29/05/2008

  14. Purtroppo è vero che in materia di storia la scuola italiana non fa una buona informazione… in certi argomenti si rasenta anche la disinformazione. Questo per la regola che finchè non sono passati 50 anni da un dato evento non se ne può parlare agli alunni, per non destare ire assopite ma non ancora comatose da parte dei diretti interessati degli eventi (il faiplay politico è sempre al primo posto per l’Italia… non so se questo sia un bene). Dovrebbe stare a noi, informarci a fondo su fatti gravi come le foibe che hanno interessato la nostra storia recente. Ma spesso la pigrizia mentale è più forte, e invece che informarsi a fondo e autonomamente si preferisce nascondersi dietro un “ma io non ho mai sentito parlare di questo-non ho continuato gli studi-non ho tempo”. Speriamo di non perderci per strada qualche pezzo delle nostre radici!

    Commento di desireclery | 05/06/2008

  15. Cara disireclery
    purtroppo già molti pezzi delle ns. radici sono andati persi….
    La nostra identità di popolo italiano sta scomparendo in favore di pseudociviltà che niente hanno a che spartire con noi.
    Non certo per colpa di queste ma per colpa di italiani che di italiano non hanno più nulla e giocano per il nemico.
    ciao
    Sarc.

    Commento di sarcastycon | 05/06/2008


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