Zibaldino

Time out della vita?

 

La patologia: infarto miocardico.

L’apparecchiatura:  ICD (defibrillatore cardiaco impiantabile)

L’ ICD è un pacemaker molto sofisticato.

Questa apparecchiatura, tecnologicamente all’avanguardia, non contiene solo un defibrillatore, che può salvare la vita grazie ad una scossa elettrica, ma anche un sistema di monitoraggio continuo delle funzioni cardiache.

La doppia funzionalità del dispositivo è unica al mondo. Infatti, manda in modo completamente automatico i parametri del paziente al cellulare del cardiologo una volta al giorno e individua immediatamente eventuali anomalie.

           
A questo punto il paziente in caso di pericolo viene avvertito tramite email, sms o fax e in caso di bisogno il medico può far scattare il dispositivo per ripristinare la giusta funzionalità del muscolo cardiaco.

Infine, il defibrillatore fa anche un check-up interno per scoprire possibili malfunzionamenti che andrebbero a minare la salute del paziente stesso.

 

    Tempo di intervento del defibrillatore in caso di necessità, ad esempio arresto cardiaco, meno di 20 sec.

Prima controlla che i segnali elettrici ricevuti non siano  un’interferenza  esterna, come un passaggio in un metaldetector, poi carica il condensatore e manda la scarica elettrica.

        Se malgrado gli choc elettrici il cuore non riparte, si ha la morte.

      Nell’auspicabile caso che il cuore riprenda le sue funzioni mi pongo queste domande:

 

In quei 20 secondi l’individuo è da considerarsi vivo oppure deceduto?

Il suo “Io” dove si “trova” e cosa sta “facendo” ?

Si deve considerare un black out  temporaneo ed ininfluente oppure un vero e proprio  time out della vita?

In quest’ultimo  caso il confine tra vita e morte viene attraversato a ritroso?

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16/07/2008 - Posted by | Varie

3 commenti »

  1. Sarc.,
    a questa domanda, non si può rispondere così su due piedi: merita una profonda meditazione che, francamente, non è da tutti. Chissà quanti filosofi, asceti, religiosi vi si sono cimentati, e una risposta esaustiva è ancora là da venire.

    Ma io, di questo post, sono stato attratto e stupito dall’invenzione che descrivi, e del punto di perfezione e sofisticazione cui può arrivare un defibrillatore.
    I costi, che suppongo proibitivi, le rendono utilizzabili da pochi. Ed è un peccato che nella Sanità Pubblica ci siano sprechi (non in tutte, per fortuna) che portano alcune ASL ad avere deficit spaventosi (vedere mio post recente); altrimenti, apparecchiature come queste potrebbero essere rese abbordabili anche dai meno abbienti.

    Commento di Marshall | 17/07/2008

  2. Marshall
    so che sono domande a cui è difficile rispondere,d’altronde il problema esiste.

    per il defibrillatore, almeno dalle mie parti,in stutture pubbliche, lo passa il servizio sanitario.Costo circa 20.000 euro.
    ciao
    sarc.

    Commento di sarcastycon | 17/07/2008

  3. Sarc.,
    mi riferivo al modello più sofisticato, quello descritto nel post, che chissà quanto costa.

    Commento di Marshall | 19/07/2008


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