Zibaldino

Laicità positiva.

Sarkozy rilancia le «radici cristiane»

di GIORGIO ACQUAVIVA


«LAICITÀ POSITIVA» è l’espressione attorno a cui Benedetto XVI e Sarkozy si ritrovano nel loro primo scambio di discorsi ufficiali. «Laicità positiva» che non è la «sana laicità» declamata da papa Ratzinger nel 2005 davanti all’allora inquilino del Quirinale Carlo Azelio Ciampi. «Laicità positiva» è una trovata semantica utilizzata dallo stesso presidente francese nel dicembre 2007, quando incontrò il Pontefice a San Giovanni in Laterano, parole che trovano ora declinazioni convergenti.

Dice il presidente francese ricevendo l’ospite all’Eliseo: «La laicità positiva, la laicità aperta, sono un invito al dialogo, alla tolleranza e al rispetto. E’ una chance, uno slancio, una dimensione ulteriore fornita al dibattito pubblico». Ecco in che senso la laicità può avere un effetto positivo, dopo secoli di sospetti reciproci e contrapposizioni ideologiche.


In precedenza Sarkozy aveva rotto un altro tabù, affermando che «sarebbe una follia» fare a meno della religione, «un errore nei confronti della cultura e del pensiero». “È legittimo per la democrazia e rispettoso della laicità dialogare con le religioni. Le religioni, e in particolare la religione cristiana con la quale condividiamo una lunga storia, sono patrimoni viventi di riflessione e di pensiero, non soltanto su Dio, ma anche sull’uomo, sulla società, e anche su questa preoccupazione oggi centrale che è la natura e la difesa dell’ambiente.”

Poco dopo Benedetto XVI, soddisfatto, risponde che — se per la Chiesa la distinzione fra le due sfere è chiara da quando Gesù Cristo disse «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio» — va comunque riconosciuta la bontà della espressione laicità positiva «per qualificare questa comprensione più aperta». “In questo momento storico in cui le culture si incrociano tra loro sempre di più, sono profondamente convinto che una nuova riflessione sul vero significato e sull’importanza della laicità è divenuta necessaria”.


COM’È LONTANO quel 2003 in cui Valéry Giscard d’Estaing, presidente della «Convenzione» che doveva lavorare alla nuova Costituzione europea, presentò la bozza da cui era assente ogni riferimento non solo alle «radici cristiane» dell’Europa, ma anche al «patrimonio spirituale e morale» del continente. Oggi Nicolas Sarkozy fa propria la prospettiva delle «radici cristiane», che anzi rivendica e rilancia. Dal punto di vista di Ratzinger, la visita non poteva cominciare in modo migliore.

mi sembra un argomento da approfondire

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13/09/2008 - Posted by | Varie

8 commenti »

  1. Ciao, Sarc
    Buona serata

    Commento di Fort | 15/09/2008

  2. Ti ho linkato soprattutto per il tuo commento sul LHC, anche se tutti gli altri articoli sul tuo blog sono ultrainteressanti. Sarebbe bello se tu sviluppassi la parte scientifica e quella diciamo esoterica tipo “Cosa c’è, se c’è…” (dopo la vita terrena)- Ciao, buona settimana.

    Commento di franc'O'brain | 15/09/2008

  3. Argomento molto interessante, che va sicuramente approfondito.

    Commento di antonio | 18/09/2008

  4. Ciao Fort.

    X franc’O’brain
    grazie per il Link, cercherò di scrivere qualcosa,ma sono troppo razionale per avventurami nel campo minato del post mortem.
    Si possono fare dell’ipotesi, certamente non verificabili….

    ciao
    sarc.

    Commento di sarcastycon | 18/09/2008

  5. x Antonio
    Si l’argomento è interessante perchè è un’ulteriore apertura(dopo il discorso di Verona)di questo Papa verso i laici,ma non laicisti,ossia verso quel mondo laico non prevenuto ed eticamente compatibile con la chiesa,al quale ritengo di appartenere.

    In questo Papa io vedo più un prof. di filosofia di grandissima cultura, che un “prete”.

    Visto il successo e l’acccoglienza della visita in Francia,mi domando se questa nazione sia veramente scristianizzata.
    Inoltre non credevo che Sarkozy potesse dimostrarsi così aperto,nei confronti della chiesa cattolica.
    Per quanto riguarda le radici cristiane, non si può storicamente negarle, 2000 anni,nel bene e nel male, non passano invano.

    Ci sono delle posizioni comuni e condivise,tra i veri cattolici e i veri laici,su queste si può cercare di costruire un futuro, nel rispetto reciproco dei propri intendimenti.

    Questa penso che sia la “laicità positiva”
    ciao
    sarc.

    Commento di sarcastycon | 18/09/2008

  6. Ciao, Sarc
    Che ci dici di Alitalia?
    Qual’è la tua opinione?
    Se hai già scritto, mi dai le coordinate del post?
    Un salutone

    Commento di Fort | 19/09/2008

  7. Ciao, Sarc! Eccomi qui… in colpevole ritardo!

    Come preambolo, a questo indirizzo si trova il discorso integrale del Santo Padre all’Eliseo, alla presenza delle autorità francesi. Mi permetto di linkarlo perchè tutti possano prenderne visione (ne vale la pena, garantito!) e perchè mi son stancato delle versioni ‘geneticamente modificate’ che spesso circolano.

    L’argomento che affronti in questo post è assolutamente interessante, e secondo me è il vero ‘nodo’ che costituisce il discriminante tra una reale possibilità di libertà e quello che, di fatto, è un regime. Ora più che in passato.
    Mi spiego: a tutt’oggi siamo stati abituati ad un modo di concepire l’accoglienza delle altre culture, delle altre visioni del mondo, con una (presunta) tolleranza, fatta di annientamento delle posizioni di ciascuno in ragione di un (presunto) quieto vivere. Si tratta di una (teorizzata) laicità di Stato che, di fatto, diviene (pratico) ateismo. Il Papa procede invece in altro senso, inizialmente ricordando il ruolo non politico della Chiesa (CIT: sul problema delle relazioni tra sfera politica e sfera religiosa Cristo aveva già offerto il criterio di fondo in base al quale trovare una giusta soluzione. Lo fece quando, rispondendo ad una domanda che gli era stata posta, affermò: “Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio” (Mc 12,17)), per sgombrare il campo da ogni strumentalizzazione, ma affermando anche che “E’ importante promuovere un’unità [dei popoli, ndr] che non può e non vuole divenire uniformità, ma che è capace di garantire il rispetto delle differenze nazionali e delle diverse tradizioni culturali, che costituiscono una ricchezza nella sinfonia europea, rammentando, d’altra parte, che la stessa identità nazionale non si realizza se non nell’apertura verso gli altri popoli e attraverso la solidarietà con essi”.
    Per quel che ho capito: accogliere gli altri non significa presentarsi col ‘ventre molle’ (cosa che equivale ad affermare che tutte le affermazioni sono verità – e che, quindi, non esista verità), ma invece proporsi con tutto se stessi, carichi della cultura, delle tradizioni e delle convinzioni che si hanno. Per potersi realmente confrontare con gli altri, infatti, occorre avere una chiara coscienza di ciò che si è. Qui mi pare di scorgere l’appiglio coi laici ‘non laicisti’ cui facevi riferimento tu: si tratta di avere una posizione non prevenuta nei confronti delle proposte che vengono fatte, analizzandole cioè con gli strumenti propri della ragione, e non dell’ideologia. Cosa che ogni ‘laico di buona volontà’ ama fare, già ora. Solo in questo modo è possibile trovare gli appigli “per costruire un futuro, nel rispetto reciproco dei propri intendimenti” (come hai detto tu).

    Spero di non aver fatto confusione, data l’ora tarda 🙂 . Fammi saper che ne pensi…
    A presto!

    Commento di gaddhura | 23/09/2008

  8. X Gaddhura
    Io la laicità positiva l’interpreto come una relazione costruttiva tra stato laico e religione.
    O meglio ancora, lasciando fuori le istituzioni, tra individuo laico e individuo religioso.
    Ci sono, come ho già detto,valori comuni sui quali,non si deve transigere, ma metto in serio dubbio la possibilità che questo si possa estendere ad altri popoli e ad altre religioni, che non condividono e non capiscono la ns. Civiltà.
    Il discorso dell’accoglienza è puramente ipocrita, diciamo così per mascherare la nostra inettitudine e la nostra vigliaccheria.
    Non inviteremmo alcun extracomunitario per accoglierlo, ma dato che vengono con la forza giustifichiamo la loro presenza con il buonismo, la tolleranza ed altre balle del genere.
    Metti in conto, anche che ci sono italiani ed europei senza scrupoli, a cui questa immigrazione fa molto comodo o per sfruttarla economicamente o criminalmente o peggio ancora quale potenziale serbatoio di voti per politicanti indegni.

    “Tecnicamente” la chiesa ha ragione a dire che siamo tutti fratelli,anchio ho una sorella ma stiamo ognuno nella propria casa…..
    E’ un grave errore accogliere tutti indiscriminatamente,
    per due buoni motivi:

    primo perchè non si deve stravolgere la nostra vita, quella dei nostri figli, la nostra libertà e la nostra Civiltà così duramente conquistate con secoli di guerre e sacrifici.

    secondo perchè non abbiamo le strutture per farlo e non si capisce perchè dovremmo farle.

    Oltre tutto,questi “ospiti” non vedono l’ora di soppiantarci in tutto e per tutto, come da corano.

    Questa “accoglienza” suona come eutanasia di un popolo, ma la chiesa non è contraria all’eutanasia?
    ciao
    Sarc.

    Commento di sarcastycon | 24/09/2008


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