Zibaldino

L’islam visto da Marco Polo, Schopenhauer ed Hegel.

Mi rifaccio al pensiero di questi illustri personaggi, cercando di interpretare specialmente il pensiero di Hegel.

Non vi stupite se i Saraceni odiano i Cristiani: è perché la legge maledetta che gli ha dato il loro profeta Maometto gli ordina di fare tutto il male che possono alle genti che non seguono la loro fede, e di prendere tutto quello che possono prendere: per loro non è peccato. E se i Cristiani vengono a ucciderli o a fargli qualche torto, i loro fratelli li considerano dei martiri (…). Tutti i Saraceni del mondo si comportano alla stessa maniera Marco Polo, 1271 .

 

 “Nel Corano troviamo la forma più squallida e più povera di teismo. Ammettiamo pure che molto sia andato perduto nella traduzione, ma in quest’opera io non sono riuscito a scoprire nemmeno un pensiero dotato di valore.” Arthur Schopenhauer . Il mondo come volontà e rappresentazione (1819).

                               

                  L’astrazione dominava i Maomettani; il loro scopo era di far prevalere il culto astratto, e vi hanno teso con il più grande entusiasmo. Questo entusiasmo era fanatismo, cioè entusiasmo per un’astrazione, per un’idea astratta, che ha un’attitudine negativa rispetto all’esistente Friedrich Hegel, 1837

 

 

                           Marco Polo, pragmatico commerciante ed acuto osservatore dei costumi dei popoli, seppur qualche risentimento, contro l’islam,  come veneziano doveva avercelo, ha centrato perfettamente il nocciolo della questione.

                           L’islam è immutabile, dall’ egira ad oggi non è cambiato di una virgola, prevaricazione, conquista, violenza, annichilimento  dell’uomo e soprattutto della donna. Molte sure del corano iniziano con le parole “In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso, però se non ubbidisci ai suoi voleri e non ti converti è giusto che tu infedele muoia e nel peggiori dei modi, per non parlare della sorte di quelli che si “macchiano” del peccato di apostasia.  

                           Il giudizio di Schopenhauer sull’islam è lapidario e non da adito a dubbi: il corano non ha alcuna valenza intellettuale.                

                          La posizione di Hegel, pur essa decisamente negativa, ci da modo di spaziare in un altro campo quello del fanatismo.

                          Il fanatismo è sempre stata la piaga del genere umano e non riguarda solo l’islam e le altre  religioni o l’ateismo, ma tutte le ideologie in generale.

                          L’abbiamo sperimentato drammaticamente nel  secolo scorso, comunismo e nazismo su tutte. Il fanatismo porta all’annichilimento dell’uomo, al  rinunciare ad un pensiero autonomo per confondersi nella massa informe dei “sudditi”, ben manovrati da alcuni, che si autodefiniscono la voce di Dio oppure portatori del bene universale. Classiche  manifestazione estetiche di fanatismo, sono  il saluto romano, il pugno chiuso e il modo di pregare degli islamici.

                          Tutto questo porta all’entusiasmo per un’ idea astratta e, secondo Hegel, un’idea astratta ha “un’attitudine negativa rispetto all’esistente.”

                           L’esistente non ha, dunque, una sua funzione autonoma, da qui  la svalutazione dei valori intrinseci dell’uomo come la libertà di pensiero. E’ la declassificazione dell’uomo a puro strumento, per un fine astratto ed ai più difficilmente comprensibile, ma obbligatoriamente da seguire, marxisticamente parlando alla reificazione dell’uomo. Questo è l’islam, sotto un aspetto  di spiritualità, solo del fanatismo che soggioga l’uomo fino a portarlo al disprezzo per la vita, sia propria che altrui, ossia alla cultura della morte.

                           Credo che, chi abbia visto in tv le dichiarazioni dei kamikaze sia rimasto impressionato, ma le dichiarazioni delle madri di questi ragazzi sono addirittura allucinanti. Questo si spiega solo, come scrive Schopenhauer, con la forma più squallida e più povera di teismo.

 

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13/10/2008 - Posted by | Varie | , , , , ,

12 commenti »

  1. Mi piace quel pensiero di Schopenhauer. Non ho letto ancora niente di lui, ma questo tuo post è un trampolino che mi aiuta a spiccare il salto alla scoperta del suo pensiero. Neppure il tuo post, ho ancora letto, ma dall’impostazione suppongo sia un filosofo cristiano. Correggimi, se sbaglio!

    Commento di Marshall | 16/10/2008

  2. x Marshall
    Schopenhauer,un filosofo molto importante ha influenzato tutti quelli che sono venuti dopo di lui ed anche oggi è tenuto in considerazone.
    Ma paragonerà le religioni ad una sorta di “stampella” per spiriti inetti.

    cmq se vuoi qualche delucidazione,nel mio piccolo,cercherò di risponderti.
    ciao a presto
    sarc.

    Commento di sarcastycon | 16/10/2008

  3. Ho letto attentamente. E la citazione di scritti di questi “tre grandi”, che ai più, me compreso, sono praticamente sconosciuti, conferisce a questo post il valore di saggio di notevole valore, per il suo contributo alla diffusione di quello che è stato il pensiero di “grandi della storia dell’umanità”.
    Scusa se ogni tanto mi perdo in questi che possono sembrare salamelecchi, ma quando trovo del “valore” in certi scritti, non so resistere all’impulso di dichiarare la mia soddisfazione, in questo modo.

    O.T.
    Ho avuto a che fare con Schopenhauer, recentemente, nel corso della lettura di racconti per un premio letterario, che dovevano vertere su una sua frase: “sogno e realtà, due facce dello stesso foglio”. Ti dice o ti rammenta qualche suo scritto, in particolare?
    Ciao.

    Commento di Marshall | 16/10/2008

  4. Caro Marshall,
    Per darti delle indicazioni generali ti posso dire che il filosofo è pessimista e con molti punti in comune col Leopardi.
    “Il mondo come volontà e rappresentazione” è il libro più importante del Nostro,cercherò in primis di esplicare, con parole semplici il concetto di rappresentazione,perché è quello più attinente alla tua domanda.(spero di riuscirci)
    Il mondo come rappresentazione:
    noi non conosciamo gli oggetti(le cose in sé stesse) direttamente ma mediate dai nostri sensi.
    Non vediamo il sole ma lo conosciamo attraverso gli occhi,non conosciamo la terra, ma la sentiamo attraverso il senso del tatto delle mani.
    Quindi una conoscenza rapportata al soggetto e dipendente dal soggetto,la cui conoscenza si limita solo agli occhi e alla mano.
    Quello che i nostri sensi ci prospettano(il fenomeno) è apparenza che è molto vicina al concetto di sogno.
    Da questo punto di vista è giusto dire che sogno e realtà sono due facce del solito foglio, in quanto la realtà è apparenza e l’apparenza può essere un sogno.
    Ti faccio grazia del concetto di volontà…cmq sempre a tua disposizione,per quel che posso ovviamente.
    Un caro saluto
    sarc.

    Commento di sarcastycon | 16/10/2008

  5. Restando a Schopenhauer, è sì preso ancora in grande considerazione, come dici tu, se è stato preso a riferimento in quella associazione culturale, dove vengo invitato ogni due anni per svolgere incarico di giudice popolare. Quella associazione è di estrazione cattolica, e poichè Schopenhauer considera le religioni stampelle per spiriti inetti, lo avrei considerato avulso dalla mente di un cattolico che deve inventare il tema per un concorso letterario a premi. Questo fatto, rende, già di per sè, il “Nostro” ancor più “grande”. Un Grande al quale dovrebbe si valere la pena dedicare qualche ora in ricerche e studi.

    Circa due anni fa, avevi già citato il pensiero del “Nostro” sulle religioni come stampelle per inetti. Allora, sorvolai e dedicai poco interesse per quel post, anche perchè, concettualmente assai difficile per me: lo ricordo ancora. Come vedi: quanto è diventato di attualità illuminante, ora, alla luce di quanto sopra!!
    Lo andrò a rivedere!
    Ricambio caramente il saluto.
    Marsh.

    Commento di Marshall | 16/10/2008

  6. Hai una memoria di ferro!!!
    io non me lo ricordo!!!

    cmq Schopenhauer, ha influenzato molti filosofi con il suo pessimismo ed anche Einstein lo aveva letto accuratamente come risulta da un suo scritto.
    ciao
    Sarc.

    Commento di sarcastycon | 17/10/2008

  7. L’islam e’ l’intolleranza fattasi religione.Ne da prova il fatto che per loro i “non mussulmani” non hanno ne dignita’ ne diritti.Fate una ricerca e vedete come le altre religioni possono essere praticate in terra islamica…altro che moschea !!!

    ABASSO L’ISLAM

    W LA FALLACI

    Commento di Willy | 22/10/2008

  8. Bentornato Willy

    e si, la questione sta proprio in questi termini,ma la sx italiana ed europea,immerse nella loro ignoranza o malafede,non lo vogliono capire.Purtroppo neanche la dx fa molto…
    ciao
    sarc.

    Commento di sarcastycon | 23/10/2008

  9. […] Nel post L’islam visto da Marco Polo, Schopenhauer ed Hegel., in un commento, parlando di Schopenhauer, sono entrato nel tema del “Mondo come volontà e […]

    Pingback di La realtà mediata. « Sarcastycon 3 | 23/10/2008

  10. Napolean Bonaparte as Quoted in Christian Cherfils, ‘Bonaparte et Islam,’ Pedone Ed., Paris, France, 1914, pp. 105, 125.
    Original References: “Correspondance de Napoléon Ier Tome V pièce n° 4287 du 17/07/1799…”

    “Moses has revealed the existence of God to his nation. Jesus Christ to the Roman world, Muhammad to the old continent…
    “Arabia was idolatrous when, six centuries after Jesus, Muhammad introduced the worship of the God of Abraham, of Ishmael, of Moses, and Jesus. The Ariyans and some other sects had disturbed the tranquility of the east by agitating the question of the nature of the Father, the son, and the Holy Ghost. Muhammad declared that there was none but one God who had no father, no son and that the trinity imported the idea of idolatry…

    “I hope the time is not far off when I shall be able to unite all the wise and educated men of all the countries and establish a uniform regime based on the principles of Qur’an which alone are true and which alone can lead men to happiness.”

    Sir George Bernard Shaw in ‘The Genuine Islam,’ Vol. 1, No. 8, 1936.

    “If any religion had the chance of ruling over England, nay Europe within the next hundred years, it could be Islam.”
    “I have always held the religion of Muhammad in high estimation because of its wonderful vitality. It is the only religion which appears to me to possess that assimilating capacity to the changing phase of existence which can make itself appeal to every age. I have studied him – the wonderful man and in my opinion far from being an anti-Christ, he must be called the Savior of Humanity.”

    “I believe that if a man like him were to assume the dictatorship of the modern world he would succeed in solving its problems in a way that would bring it the much needed peace and happiness: I have prophesied about the faith of Muhammad that it would be acceptable to the Europe of tomorrow as it is beginning to be acceptable to the Europe of today.”

    Bertrand Russel in ‘History of Western Philosophy,’ London, 1948, p. 419.

    “Our use of phrase ‘The Dark ages’ to cover the period from 699 to 1,000 marks our undue concentration on Western Europe…
    “From India to Spain, the brilliant civilization of Islam flourished. What was lost to christendom at this time was not lost to civilization, but quite the contrary…

    “To us it seems that West-European civilization is civilization, but this is a narrow view.”

    H.G. Wells

    “The Islamic teachings have left great traditions for equitable and gentle dealings and behavior, and inspire people with nobility and tolerance. These are human teachings of the highest order and at the same time practicable. These teachings brought into existence a society in which hard-heartedness and collective oppression and injustice were the least as compared with all other societies preceding it….Islam is replete with gentleness, courtesy, and fraternity.”

    Dr. William Draper in ‘History of Intellectual Development of Europe’

    “During the period of the Caliphs the learned men of the Christians and the Jews were not only held in great esteem but were appointed to posts of great responsibility, and were promoted to the high ranking job in the government….He (Caliph Haroon Rasheed) never considered to which country a learned person belonged nor his faith and belief, but only his excellence in the field of learning.”

    Thomas Carlyle in ‘Heroes, Hero Worship, and the Heroic in History,’ Lecture 2, Friday, 8th May 1840.

    “As there is no danger of our becoming, any of us, Mahometans (i.e. Muslim), I mean to say all the good of him I justly can…
    “When Pococke inquired of Grotius, where the proof was of that story of the pigeon, trained to pick peas from Mahomet’s (Muhammad’s) ear, and pass for an angel dictating to him? Grotius answered that there was no proof!…

    “A poor, hard-toiling, ill-provided man; careless of what vulgar men toil for. Not a bad man, I should say; Something better in him than hunger of any sort, — or these wild arab men, fighting and jostling three-and-twenty years at his hand, in close contact with him always, would not revered him so! They were wild men bursting ever and anon into quarrel, into all kinds of fierce sincerity; without right worth and manhood, no man could have commanded them. They called him prophet you say? Why he stood there face to face with them; bare, not enshrined in any mystry; visibly clouting his own cloak, cobbling his own shoes; fighting, counselling, ordering in the midst of them: they must have seen what kind of man he was, let him be called what you like! No emperor with his tiaras was obeyed as this man in a cloak of his own clouting. During three-and-twenty years of rough actual trial. I find something of a veritable Hero necessary for that, of itself…

    “These Arabs, the man Mahomet, and that one century, – is it not as if a spark had fallen, one spark, on a world of what proves explosive powder, blazes heaven-high from Delhi to Granada! I said, the Great man was always as lightning out of Heaven; the rest of men waited for him like fuel, and then they too would flame…”

    Phillip Hitti in ‘Short History of the Arabs.’

    “During all the first part of the Middle Ages, no other people made as important a contribution to human progress as did the Arabs, if we take this term to mean all those whose mother-tongue was Arabic, and not merely those living in the Arabian peninsula. For centuries, Arabic was the language of learning, culture and intellectual progress for the whole of the civilized world with the exception of the Far East. From the IXth to the XIIth century there were more philosophical, medical, historical, religiuos, astronomical and geographical works written in Arabic than in any other human tongue.”

    Carra de Vaux in ‘The Philosophers of Islam,’ Paris, 1921.

    “Finally how can one forget that at the same time the Mogul Empire of India (1526-1857 C.E.) was giving the world the Taj Mahal (completed in 1648 C.E.) the architectural beauty of which has never been surpassed, and the ‘Akbar Nameh’ of Abul Fazl: “That extraordinary work full of life ideas and learning where every aspect of life is examined listed and classified, and where progress continually dazzles the eye, is a document of which Oriental civilization may justly be proud. The men whose genius finds its expression in this book were far in advance of their age in the practical art of government, and they were perhaps in advance of it in their speculations about religious philosophy. Those poets those philosophers knew how to deal with the world or matter. They observe, classify, calculate and experiment. All the ideas that occur to them are tested against facts. They express them with eloquence but they also support them with statistics.”…the principles of tolerance, justice and humanity which prevailed during the long reign of Akbar.”

    Marcel Clerget in ‘La Turquie, Passe et Present,’ Paris, 1938.

    “Many proofs of high cultural level of the Ottoman Empire during the reign of Suleiman the Magnificent are to be found in the development of science and law; in the flowering of literary works in Arabic, Persian and Turkish; in the contemporary monuments in Istanbul, Bursa, and Edirne; in the boom in luxury industries; in the sumptuous life of the court and high dignitaries, and last but not least in its religious tolerance. All the various influences – notably Turkish, Byzantine and Italian mingle together and help to make this the most brilliant epoch of the Ottomans.”

    Michael the Elder (Great) as Quoted in ‘Michael the Elder, Chronique de Michael Syrien, Patriarche Jacobite d’ Antioche,’ J.B. Chabot, Editor, Vol. II, Paris, 1901.

    “This is why the God of vengeance, who alone is all-powerful, and changes the empire of mortals as He will, giving it to whomsoever He will, and uplifting the humble beholding the wickedness of the Romans who throughout their dominions, cruelly plundered our churches and our monasteries and condemned us without pity, brought from the region of the south the sons of Ishmael, to deliver us through them from the hands of the Romans. And if in truth we have suffered some loss, because the Catholic churches, that had been taken away from us and given to the Chalcedonians, remained in their possession; for when the cities submitted to the Arabs, they assigned to each denomination the churches which they found it to be in possession of (and at that time the great churches of Emessa and that of Harran had been taken away from us); nevertheless it was no slight advantage for us to be delivered from the cruelty of the Romans, their wickedness, their wrath and cruel zeal against us, and to find ourselves at people. (Michael the Elder, Jacobite Patriarch of Antioch wrote this text in the latter part of the twelfth century, after five centuries of Muslim rule in that region. Click here for a relevant document sent to the monks of St. Catherine Monastery in Mt. Sinai, 628 C.E.)

    Sir John Bagot Glubb

    “Khalif (Caliph) Al-Ma’mun’s period of rule (813 – 833 C.E.) may be considered the ‘golden age’ of science and learning. He had always been devoted to books and to learned pursuits. His brilliant mind was interested in every form of intellectual activity. Not only poetry but also philosophy, theology, astronomy, medicine and law all occupied his time.”
    “By Mamun’s time medical schools were extremely active in Baghdad. The first free public hospital was opened in Baghdad during the Caliphate of Haroon-ar-Rashid. As the system developed, physicians and surgeons were appointed who gave lectures to medical students and issued diplomas to those who were considered qualified to practice. The first hospital in Egypt was opened in 872 AD and thereafter public hospitals sprang up all over the empire from Spain and the Maghrib to Persia.”

    On the Holocaust of Baghdad (1258 C.E.) Perpetrated by Hulagu:
    “The city was systematically looted, destroyed and burnt. Eight hundred thousand persons are said to have been killed. The Khalif Mustasim was sewn up in a sack and trampled to death under the feet of Mongol horses.

    “For five hundred years, Baghdad had been a city of palaces, mosques, libraries and colleges. Its universities and hospitals were the most up-to-date in the world. Nothing now remained but heaps of rubble and a stench of decaying human flesh.”

    Lamartine says:

    “If greatness of purpose, smallness of means, and astounding results are the three criteria of human genius, who could dare to compare any great man in modern history with Muhammad? The most famous men created arms, laws and empires only. They founded, if anything at all, no more than material powers which often crumbled away before their eyes. This man moved not only armies, legislations, empires, peoples and dynasties, but millions of men in one-third of the then inhabited world; and more than that, he moved the altars, the gods, the religions, the ideas, the beliefs and souls. . . his forbearance in victory, his ambition, which was entirely devoted to one idea and in no manner striving for an empire; his endless prayers, his mystic conversations with God, his death and his triumph after death; all these attest not to an imposture but to a firm conviction which gave him the power to restore a dogma. This dogma was twofold, the unity of God and the immateriality of God; the former telling what God is, the latter telling what God is not; the one overthrowing false gods with the sword, the other starting an idea with words.

    “Philosopher, orator, apostle, legislator, warrior, conqueror of ideas, restorer of rational dogmas, of a cult without images; the founder of twenty terrestrial empires and of one spiritual empire, that is Muhammad. As regards all standards by which human greatness may be measured, we may well ask, is there any man greater than he?”

    ——————————————————————————–

    Lamartine, HISTOIRE DE LA TURQUIE, Paris, 1854, Vol. II, pp. 276-277.

    Commento di Ervin | 17/11/2008

  11. x Ervin
    visto che scrivi dall’Italia, potresti scrivere in italiano, altrimenti mi dai ragione quando dico che i muslim non si vogliono integrare,ma solo sopraffarci.

    Purtroppo in Italia ed anche in Europa, vi sono traditori della nostra Civiltà, non parlo di religione parlo di Civiltà.
    Certamente ha fatto comodo a molti europei,tenere rapporti con l’islam, solo per uno scopo contingente di lucro monetario o politico o semplicemente per ignoranza.

    Se è meglio un Dio monoteista oppure uno e trino,la cosa mi lascia del tutto indifferente.Non faccio una questione di superiorità teologica, ma faccio una questione di superiorità di Civiltà.
    Indubbiamente, per tutti i comportamenti avuti nei secoli l’islam è una religione prevaricatrice dei diritti degli uomini e delle donne.
    Se a voi orientali fa piacere essere succubi di un simile Dio fate pure, ma non abbiate la pretesa di imporlo al resto del mondo e soprattutto a coloro che, a causa di politicanti,miopi,avidi di voti e di denaro sono obbligati ad “ospitarvi”.
    Dovreste ringraziare che vi manteniamo di tutto punto perchè,la vostra cosiddetta civiltà non è in grado di dare neanche da mangiare al vostro popolo,pur facendo profitti enormi con il petrolio.

    Per me uno può pregare il Dio che vuole o non pregare affatto,ma non deve venirmi a dire cosa devo fare o non devo fare io!!!

    IO SONO UN ESSERE LIBERO,MA IL CONCETTO DI LIBERTA’ NON E’ PREVISTO DALL’ISLAM.

    Bernard Shaw è stato uno dei peggiori scrittori filosofeggianti del 1900,ha rovinato molte generazioni di nostri giovani con le sue idee completamente errate.

    ti riporto
    altri scritti di europei un po’ meno deficienti di quelli che hai citato tu.

    “Da quando la religione islamica ha fatto la sua comparsa nel mondo, i suoi seguaci […] si sono comportati come belve feroci nei confronti delle altre nazioni, aggredendo e dilaniando qualsiasi cosa cadesse nelle loro grinfie ferine e facendola a pezzi con denti d’acciaio. Quante città sono state devastate fin dalle fondamenta, città in cui non resta che il nome; quanti paesi, un tempo prosperi come il giardino di Dio, sono ormai ridotti a deserti desolati; e quante nazioni, un tempo popolose e potenti sono scomparse dalla faccia della terra! Tali sono stati e sono tuttora la violenza, la furia e la vendetta di questi distruttori del genere umano”
    John Wesley (28 giugno 1703 – 2 marzo 1791). Teologo inglese. Da: The Doctrine of Original Sin.

    “Noi pensiamo che per un generale, che debba combattere, è importante conoscere il numero dei nemici ma più importante ancora conoscerne la filosofia. V’è una grande differenza, difatti, tra il dover combattere un esercito di atei e un esercito di fanatici, e se i nostri generali avessero conosciuto prima le superstizioni mussulmane, avrebbero risparmiate parecchie cartuccie e adoperata molta più corda. Bisogna, dunque, leggere il Corano.”
    Giovanni Papini (Firenze, 9 gennaio 1881 – Firenze, 8 luglio 1956). Scrittore italiano. Polemiche religiose, 1912.

    “Mostrami ciò che Maometto ha portato di nuovo e vi troverai solo delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva a diffondere la fede per mezzo della spada”
    Manuele II Paleologo (Costantinopoli, 27 giugno 1350 – Costantinopoli, 21 luglio 1425 – è stato un imperatore bizantino) – Frase apparsa in un testo del 1391 inviato ad un dotto musulmano della Persia.

    “L’Arabo innamorato possiede l’oggetto del suo amore e l’uccide”.
    Alexandre Dumas padre (Villers-Cotterêts, 24 luglio 1802 – Puys, località di Dieppe, 5 dicembre 1870). Scrittore francese.

    Oh, come capisco bene il ‘Profeta’, con la scimitarra, a cavallo: ‘Allah ordina, e tu obbedisci, tremante creatura’. Ha ragione, ha ragione il ‘profeta’ quando mette nel mezzo di una strada a caso una buona batteria, e colpisce il giusto e il colpevole, senza nemmeno degnarsi di dare una spiegazione! Obbedisci, tremante creatura, e: non desiderare, perché questo non è compito tuo!…”
    Dostoevskij Fedor, I fratelli Karamazov

    “[Maometto] dopo aver ben conosciuto il carattere dei suoi concittadini, la loro ignoranza, la loro creduloneria e la loro predisposizione all’entusiasmo, si rese conto di potersi trasformare in un profeta. Si propone di eliminare il Sabismo, che consiste nel fondere insieme il culto di Dio con quello degli astri; il giudaismo detestato da tutte le nazioni, e che aveva grande presa in Arabia; infine il cristianesimo, che conosceva solo per gli abusi di diverse sette diffuse nei paesi limitrofi al suo.”

    “E’ probabile che Maometto, come tutti gli entusiasti, violentemente colpito dalle sue stesse idee, prima le *carica* di buona fede e poi le fortifica con dei sogni tanto che prende in giro se stesso e gli altri e sostiene infine, con delle furbate indispensabili, una dottrina che credeva buona. […e così] si trovò alla testa di quarantamila uomini presi nel suo entusiasmo”

    “Di tutti i legislatori che hanno fondato una religione, è [Maometto] l’unico che abbia diffuso la sua con delle conquiste. Altri popoli hanno imposto ad altre nazioni i loro culti con il ferro e con il fuoco; ma nessun fondatore di una setta è mai stato un conquistatore”
    Voltaire (Parigi, 21 novembre 1694 – Parigi, 30 maggio 1778). Filosofo, scrittore, drammaturgo e poeta francese. Essai sur les moeurs et l’esprit des nations – Capitolo VI ad Arabia ed a Maometto; Capitolo VII al Corano ed alle leggi musulmane

    “[Maometto] Impostore macchiato di sangue, che io abiuro per sempre, assassino della mia famiglia, via, questo ultimo oltraggio mancava alla mia misera condizione, e mancava alla tua rabbia. Gran dio, eccoci al dunque! Questo profeta sacro, questo re che ho servito, questo dio che ho adorato!
    Mostro, il cui furore ed i perfidi complotti hanno trasformato due innocenti in due parricidi; seduttore infame della mia debole inesperienza, ancora sporco del mio sangue, pretendi di avere il mio cuore? Ma non hai ancora vinto; il velo è stato tolto, la vendetta si avvicina.”
    Voltaire – Maometto ossia il fanatismo, Atto V scena 2, 1736).

    “Il bolscevismo unisce le caratteristiche della Rivoluzione francese a quelle della nascita dell’Islam. Marx ha insegnato che il comunismo è fatalmente destinato ad accadere; ciò causa uno stato d’animo non dissimile da quello dei primi successori di Maometto. […]
    Tra le religioni, il bolscevismo deve essere considerato insieme al maomettismo, piuttosto che insieme al cristianesimo e al buddismo. Le ultime due sono principalmente religioni personali, caratterizzate da dottrine mistiche e amore per la contemplazione. Il maomettanesimo e il bolscevismo sono pratici, sociali, non spirituali, impegnati a conquistare l’impero del mondo.”
    Bertrand Arthur William Russell (Ravenscroft, 18 maggio 1872 – Penrhyndeudraeth, 2 febbraio 1970) – Filosofo, logico e matematico gallese. Teoria e pratica del bolscevism, Newton Compton, Roma 1970, pp. 29, 114

    “Dopo avere studiato moltissimo il Corano, la convinzione a cui sono pervenuto è che nel complesso vi siano state nel mondo poche religioni altrettanto letali per l’uomo di quella di Maometto. A quanto vedo l’Islam è la causa principale della decadenza oggi così evidente nel mondo musulmano, e benché sia meno assurdo del politeismo degli antichi le sue tendenze sociali e politiche sono secondo me più pericolose. Per questo, rispetto al paganesimo, considero l’islam una forma di decadenza anziché una forma di progresso”
    Alexis de Tocqueville (verneuil-sur-Seine, 29 luglio 1805 – Cannes, 16 aprile 1859). Filosofo, politico e storico francese.

    “Il Corano è stato il solo libro della nazione araba per molti secoli. Sono stati bruciati gli altri, o perché erano superflui, se c’era quel che si trovava nel Corano, o perché erano perniciosi, se contenevano qualcosa che non c’è. E’ stato dopo questo ragionamento che per sei mesi i bagni di Alessandria sono stati scaldati con le opere dei tempi antichi”.
    Denis Diderot (Langres, 5 ottobre 1713 – Parigi, 31 luglio 1784) è stato un filosofo, enciclopedista e scrittore francese; fu uno dei massimi rappresentanti dell’Illuminismo e insieme a d’Alembert, il principale redattore della Encyclopédie.

    “Lo stato dell’impero è sconosciuto anche ai ministri; le più semplici nozioni di storia e di geografia gli sono del tutto estranee, e l’ignoranza e la barbarie regnano ovunque. Non troverete sulle navi turche una sola carta nautica di cui un’abile pilota oserebbe fidarsi. Questo paese è in qualche modo la patria delle tenebre e delle barbarie; e il Sultano, affogato anch’egli nell’ignoranza, trascina sul trono, fra schiere di donne e di eunuchi, il suo vestito sardanapalesco”.
    Gottfried Wilhelm Leibniz (21 giugno 1646, 14 novembre 1716). Filosofo e matematico tedesco.

    “Signore, gridò, e tutti gli sciacalli ulularono in lontananza; si sarebbe potuto credere a una qualche melodia; signore, bisogna che tu metta fine alla disputa che divide il mondo. Erano tuoi i tratti di colui che l’avrebbe fatto, secondo la descrizione dei nostri anziani. Bisogna che gli Arabi ci lascino in pace; vogliamo un’aria respirabile; un orizzonte che sia ripulito da loro; non vogliamo più sentire i gemiti dei vitelli sgozzati in Arabia; che tutti gli animali possano morire in pace!”.
    Franz Kafka (Praga, 3 luglio 1883 – Kierling, 3 giugno 1924). Scrittore austriaco di lingua tedesca, considerato uno dei maggiori del XX secolo.

    “Maometto è fanatico all’estremo, ogni libertà in materia di religione lo riempie di sacro furore, e questa è la sua forza principale. Il suo fanatismo è quello di un semplificatore radicale, e come tale del tutto genuino. Era un fanatismo della specie più tenace, la furia dottrinaria, e la sua vittoria fu una delle più grandi vittorie del dottrinarismo e della banalità.”
    Jacob Burckhardt (Basilea, 25 maggio 1818 – Basilea, 8 agosto 1897). Storico svizzero, tra i più importanti del XIX secolo. Riflessioni sullo studio della storia.

    Credo che basti, ma aggiungerei anche la mia personale conoscenza dei muslim, maturata nei decenni scorsi con il lavoro.
    Se volete essere islamici fate pure, ma a casa vostra!!
    Sarc.

    Commento di sarcastycon | 17/11/2008

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