Zibaldino

No islam 2

                   “Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo.

                  Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre.”

Oriana Fallaci

       Giusto quello che dice la Fallaci, ma per far questo ci vogliono veri Uomini e vere Donne, oggi non se ne vedono.

      Tutti pseudo personaggi, pseudo soloni, ma  grandi sproloquiatori che si beano della loro insulsaggine in trasmissioni televisive, altrettanto assurde quanto demenziali.

      In nome di una presunta superiorità intellettuale, squittiscono parole vuote ed avulse dalla realtà, come buonismo, tolleranza, accoglienza, tutto ciò per nascondere la loro vigliaccheria e la loro bassezza morale.

Cui  prodest?

    Certamente alle  tasche  dei prezzolati pennivendoli o dei politici poltronari e, aggiungendo  l’abiura, a quei preti aspiranti imam  che, sotto le mentite spoglie della dottrina sociale, crocifiggono il Cristo ancora una volta, in dispregio di tutti i martiri della Chiesa.

    Io non so se esista Dio, ma a questo punto me lo devo augurare, visto che la ridicola giustizia umana non punisce questi criminali. Se così fosse il dantesco Cocito, l’immenso lago di ghiaccio, nella parte più profonda dell’inferno, dove stanno insieme a Lucifero tutti i traditori, sarebbe affollatissimo.

 

 

 

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21/10/2008 - Posted by | Varie | , , , ,

12 commenti »

  1. Sarc.,
    per un motivo mio personale, che più avanti ti chiarirò, in via privata, ho appena fatto una ricerca su un comune del basso Lazio, Vallerotonda. Pur essendo al centro dello Stivale, questo comune è circondato da montagne, è fuori da viste “inopportune”, lontano dai due mari, Adriatico e Tirreno, eppure ha avuto a che fare coi saraceni: essi sono riusciti ad arrivare fin lì; non gli era bastato razziare i paesi costieri. Un comune di origine romana, che ha visto San Benedetto calcare la sua terra, era stato semidistrutto da loro, e la popolazione era stata decimata; tanto che nel ‘500 è stato ricostruito (così dice la storia) e forse in zona ancor più sicura. Un paese confinante prende addirittura il nome di San Biagio Saracinisco, a ricordo di chissà quale evento! A ricordo di tutte le stragi avvenute lungo la penisola, ad opera dei saraceni, non è un caso se, in quel secolo, sono sorti due insigni capolavori, due capisaldi della letteratura italiana: Orlando Furioso e Gerusalemme Liberata, oggi quasi completamente dimenticati. Quasi come se l’obliarsi di loro serva a scongiure in eterno il pericolo di un ritorno di quelle barbarie. Ma le due Opere saranno sempre lì come due sentinelle a ricordarci questo pericolo.
    E IL TUO POST E’ UN FORTE RICHIAMO A TENER VIVA L’ATTENZIONE SU QUESTO TEMA.
    ——–
    (scusa Sarc., mi sta venendo un poema. E allora credo sia meglio riprenderlo come post sul mio blog)

    Ciao a tutti.

    Commento di Marshall | 21/10/2008

  2. Caro Marshall
    anche in Toscana i saraceni sono arrivati nell’interno
    Quando stavo ad Arezzo in mezzo ad un podere c’era una torre di avvistamento,che chiamavano volgarmente la torre di Menelik, ed Arezzo è praticamente sulle pendici dell’Appenino toscoumbro!!!
    Ad Arezzo la prima domenica di settembre viene fatta una grande manifestazione in costume che si chiama la “Giostra del saracino” con sfilate e rulli di tamburi.
    La giostra vera e propria avviene in piazza Grande, la splendida piazza realizzata dal Vasari.
    Il gioco si svolge a cavallo,ogni cavaliere,in rappesentanza del proprio rione, deve colpire con una lancia un bersaglio posto sopra un fantoccio girevole,che ha le sembianze di un saraceno.
    come vedi gli ottusi politicanti,pennivendoli e ecclesistici odierni,che predicano buonismo,tolleranza e accoglienza sono in perfetta malafede.L’islam ,come dico nel post più sotto,non è mai cambiato è nato sanguinario e lo è tutt’oggi.Può aver cambiato tattica ma la strategia e l’obbiettivo finale sono sempre gli stessi dominare il mondo con la violenza.
    ciao
    sarc.

    Commento di sarcastycon | 21/10/2008

  3. Sui “preti aspiranti imam che, sotto le mentite spoglie della dottrina sociale, ri-crocifiggono il Cristo”
    tutto vero.
    E’ stato il ‘modernismo’. Del 1907, e la sua ripresa sotto mentite spoglie nel Conc. Vat. II e certi svarioni 68ini con il ‘liberalismo teologico’.
    Furono messe in dubbio, IN chiesa, con i risultati che vediamo e che descrivi, l’ispirazione divina/l’autorità e infallibilità delle S.Scritture; la deità di Cristo come Vero Dio e Vero Uomo; la Sua nascita Verginale per opera dello SS; la realtà dei Suoi miracoli, allora e ora; la Resurrezione e l’Ascensione corporale di Cristo; tutte le dottrine della Creazione, della caduta/peccato, della Resurrezione, del Giudizio Finale, dell’escatologia cristiana, del Ritorno di Cristo da Giudice alla fine; ovviamente di conseguenza venne messa in dubbio anche l’ETICA, come vediamo, cioè la necessità per i cristiani di pentimento, ravvedimento, vita nuova (la metanoia)nella fede in Gesù e conseguente santificazione,
    e l’unicità del Dio biblico personale che si rivela e si incarna in Cristo per SS.
    Perchè vennero negati questi concetti cristiani base?

    Le filosofie di Marx, Hegel, Heidegger, Sartre (e prima le picconate distruttive dell’Illuminismo, del Positivismo) nel corso della fine 1800 e tutto il 1900 hanno lasciato traccia all’interno della chiesa. Il primo frutto che ne deriva nella teologia e nella pratica è delegittimare Dio e la Bibbia ad avere autorità sulla vita del cristiano.
    Aprendo la strada tramite il qualunquismo ideologico a chiunque…(…)

    Commento di Josh | 06/11/2008

  4. La linea ‘relativista’ di pensatori cattolici e uomini famosi anche nell’ambito della filosofia, come Karl Rahner, Teilhard de Chardin, Hans Kung, Schillebeeckx e Schoonenberg (presenti e influenti al Vat II) non differisce di fatto da quella dei loro omologhi atei liberali, marxisti, intellettuali relativisti e secolari.
    (pensare anche all’ambiguità della definizione dell’Unico Dio delle Religioni monoteiste, teoria nebulosamente proposta da Woytila)

    Hanno fatto presa anche IN chiesa perchè non si può trascurare l’impegno di vecchia data nel Cattolicesimo a una concezione dualista del mondo, rappresentata dalla fittizia filosofica (ma non teologica) dicotomia tra Natura e Grazia.
    A questo fatto, si accompagna per la Ch. Catt. una forte tensione/discrepanza interna tra autorità e libertà, centro e periferia, Bibbia e Tradizione, anzi Bibbia e Tradizione e magistero petrino e nuove idee e vox populi,
    mentre il tutto risente della
    dicotomia del dogma dei 2 ordini di realtà (l’aldiqua e l’aldilà, e non solo; il sopra, le cose di Dio, e il sotto, le cose dell’uomo quotidiano; il Regno di Dio là e lo Stato….)
    e corrispondentemente al postulare (grave errore) 2 ordini di conoscenza. Quindi
    -Nel superiore regno della fede, della grazia, e delle cose soprannaturali il ministero docente della chiesa eserciterebbe la sua autorità dogmatica con fermezza disciplinare sulle deviazioni dalla verità rivelata, nell’ottica cattolica non solo su base biblica, ovviamente.

    -Ma nell’inferiore regno della natura, in cui vengon fatte prevalere le scienze umane e sociali, i dati scientifici e gli studi filosofici, la politica apparentemente autoritaria di Roma concede poi sempre ampio ampissimo spazio alla ricerca razionale se non atea 100% in questo settore almeno,
    per cui in parte della Ch Catt. tranquillamente ormai si spiegano con scienze sociali, politologia, medicina, progressismo marxista i punti biblici più scomodi, perché la Bibbia in certi campi non sarebbe più valida, nella modernità.
    Questa dicotomia tra sopra e sotto, Regno di là domani e Terra oggi, Natura e Grazia, aldilà e aldiqua
    fa sorgere una quantità di domande critiche.

    Dove si troverebbe realmente la linea di demarcazione tra questi 2 campi, o giurisdizioni?
    Chi traccia la linea? (se non Gesù Cristo, Signore di TUTTA la nostra vita)
    Come si posson circoscrivere i limiti della libertà accademica?
    E la Bibbia, è su uno scaffale impolverato?
    Nella pratica, questa distinzione sotto/sopra tra la natura e la grazia è difficilmente sostenibile, perché alla fine la natura/la materia divora la grazia, l’immanente divora il trascendente, il materiale divora il soprannaturale se vogliamo spiegare il soprannaturale con il materialismo e l’aldiqua negando il testo sacro.

    Initium Sapientiae timor Domini.
    Nella dinamica culturale del mondo del nostro tempo, purtroppo, la “ragione”
    (MA intesa come l’Illuminismo, il Positivismo, il ‘libero pensiero’, il Marxismo, il Freudismo, l’Heideggerismo, l’Esistenzialismo, il 1789, il 1848, il 1948, il 1968, il 1977, tutte le Bestie della negazione) ha sopravvento sulla fede.
    La razionalità ideologizzata dà così una nuova forma alla tradizionale fedeltà cattolica al corpo dei fondamentali credo cristiani, e dà un’elasticità che è infedeltà al credo biblico. L’aderenza al pensiero moderno comprime gli articoli della fede cristiana nel suo stampo
    e tende di lì a non farli uscire, delegittimati, per contemplare solo un mondo laico, che direi però ateo.

    E abbiamo la coda fuori la porta di casa/di patria per capire chi ne voglia approfittare per primo.
    Perchè togliendo la radice di un popolo, negando la fede tradizionale, pur nella libertà d’opinione, negando l’origine culturale fondante abbiamo spossessato un popolo di se stesso lasciandolo alla mercè del più violento tra i nuovi arrivati.

    Commento di Josh | 06/11/2008

  5. Sempre nella Ch. Catt. per capire il perchè di certi preti/imam, basta ricordare altro caso recente:
    i dibattiti riguardanti la teologia della liberazione neomarxista in America Latina (nel pieno ancora negli anni ’90 per es.) illustrano ancora una volta questo dilemma,
    ma alcune frange della chiesa non hanno una visione differente,
    che il Vangelo sia una sorta di dottrine sociali da applicare, tralasciando la totale Liberazione (dello spirito, dell’anima oltre del corpo in politica) operata da Gesù Cristo, che ci si dimentica di onorare, predicare.

    Così la teologia naturale/materiale rende sempre irrilevante la teologia della grazia. Un Vangelo monco, solo orizzontale, insomma, è il rischio del risultato.

    La fede cristiana in realtà dice di fare tutto il possibile per migliorare il mondo. Ha o dovrebbe avere anche un braccio verticale, la mistica.
    Ma non ha trasformato mai (finora) il ‘braccio orizzontale’ della croce in…marxismo.

    Commento di Josh | 06/11/2008

  6. Dando spazio invece a culture spurie nel settore dottrina sociale, la Chiesa ha scoperchiato il vaso di Pandora e una parte di essa si è trasformata in una congerie di ong, onlus, terzo settore, assistenzialismo, convinta che tutto il messaggio cristiano e il Vangelo sia (da 40 anni in qua) l’indistinta azione sociale verso chiunque, altre religioni di potere comprese.
    E così arriva l’islam favorito dalla parola ormai nullasignificante del ‘dialogo’.

    Commento di Josh | 06/11/2008

  7. Jost
    ti rispondo al più presto,i tuoi commenti meritano un esame più approfondito di una semplice lettura
    ciao
    sarc.

    Commento di sarcastycon | 06/11/2008

  8. Josh
    direi che concordiamo abbastanza,magari io un po’ più freddamente,in quanto non coinvolto spiritualmente nel tema, ma solo storicamente.

    Se hai tempo ti consiglio di leggere il post
    https://sarcastycon3.wordpress.com/2008/06/24/a-proposito-delmotu-proprio-di-benedetto-xvi/
    ed i comm.relativi
    E’ una recensione sintetica di una conferenza tenuta dal reverendo prof Bux ,filosoficamente poco impegnata,non era questo lo scopo,ma molto interessante per conoscere il pensiero di quella parte di clero, NON politicamente corretta (o corrotta se preferisci).
    Al termine della conferenza,tra l’altro,cosa pregevolissima,tutta senza leggere,
    è seguito un dibattito e poi ancora una discussione de visu,incentrata sui temi del Vaticano II.

    E’ interessante notare come il tema aldiqua e aldilà siano siano trattati nel Srimad Bhagavatam,(ho acquistato una bella edizione in tre volumi, scritta in sanscrito ed in italiano) con spiegazioni di “Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada”.
    Con un po’ di curiosità e, con una buona dose di agnostico scetticismo, ma con lo spirito di chi vuol sempre capire, neuroni permettendo, ho iniziato la lettura del primo canto “La creazione”.
    “Lo Srimad Bhagavatam è la scienza spirituale che ci permette di conoscere non solo la Sorgente ultima di ogni cosa, l’Essere Supremo, ma anche la relazione che ci unisce a Lui.”
    Dopo una settantina di pagine ho trovato questo versetto:

    “I saggi spiritualisti che conoscono la Verità Assoluta chiamano questa Sostanza unica, aldilà di ogni dualità, col nome di Brahman, Paramatma o Bhagavan” (1.2.11)

    Vi riporto la spiegazione Sua Divina Grazia:

    “La Verità Assoluta è contemporaneamente soggetto ed oggetto perché non vi si distingue alcuna differenza di ordine qualitativo.
    Perciò, Brahman, Paramatma o Bhagavan sono, sul piano qualitativo un’unica verità. Questa Sostanza unica è la Verità Assoluta.
    Bhagavan la persona suprema, il signore sovrano, rappresenta l’aspetto ultimo di questa verità assoluta.
    Il Paramatma costituisce una manifestazione parziale del signore supremo, mentre il Brahman impersonale è lo sfolgorio irradiante del suo corpo come i raggi che emanano dal corpo del deva del sole. I maestri della verità assoluta sanno che i suoi tre aspetti sono diverse angolazioni dell’unica sostanza.
    La Verità Suprema ed Assoluta è sufficiente a se stessa, possiede la conoscenza perfetta ed è libera da ogni illusione generata dal concetto della relatività.
    Nel mondo del relativo ciò che conosce è distinto da ciò che è conosciuto, mentre sul piano della verità assoluta non c’è alcuna distinzione. Nel mondo del relativo, chi conosce è l’anima spirituale vivente, che appartiene all’energia superiore e ciò che è conosciuto è la materia inerte,costituita di energia inferiore: dualità, dunque, tra energia inferiore e superiore.
    Nell’ Assoluto nessun senso di diversità esiste tra conoscente e conosciuto, perciò tutto là e assoluto.”

    Penso che siano concetti da prendere in considerazione,in quanto filosoficamente interessanti.Oserei dire una convivenza dell’immutabilità dell’Essere con il divenire.
    Questo è scientificamente ipotizzabile:E=mc2. Einstein non è passato invano.

    E’ molto piacevole discutere di questi argomenti con te.
    ciao e a presto
    Sarc.

    Commento di sarcastycon | 06/11/2008

  9. Anche per me sono filosoficamente interessanti, e il tuo amore per la conoscenza è ammirevole. Molto poetici, tra l’altro i passi che riporti.
    Quel testo è un po’ la summa dei Veda, ma ha anche parecchie implicazioni scientifiche, come noti, è chiaro che ne resti affascinato.
    E’ bello poter osservare tutto con il sorriso della ragione nell’età delle ideologie.

    Beninteso, per me comparare ‘teologie’ può essere passione, la teologia cristiana invece che credo come unica vera deve diventare vita vissuta, farsi realtà quotidiana.
    Anche se da un altro approccio, pure la Bibbia (che non ha come scopo la divulgazione scientifica, nè la dimostrazione) non contiene affatto informazioni errate secondo quanto abbiamo scoperto in seguito con la scienza, e la considero Parola di Dio.

    Anche per me è un piacere leggerti perchè il blog è davvero ben fatto, per nulla scontato, cosa difficile in questi tempi di massificazione.

    Commento di Josh | 07/11/2008

  10. A proposito di blog benfatti “il giardino delle esperidi” è più che ottimo,sono dipiaciuto di averlo conosciuto solo da pochi giorni.

    Non voglio costringerti a leggere tutti i miei post per cui ti segnalo solo questo.
    https://sarcastycon3.wordpress.com/2006/12/28/il-mio-agnosticismo/
    è un post che ha riscosso un buon successo di visite.

    Parlo anche della Bibbia e su come vada interpretata,a mio giudizio ovviamente.

    Il confronto tra teologie diverse, è sempre utile, io mi vanto di non “scartare” niente a priori,la cultura è una sola e non la si può etichettare,altrimenti si scade in un limbo di subcultura.

    Con tutte le cautele del caso,la mia speranza è che, un giorno, si possa trovare un punto di convergenza tra fisica,metafisica e teologia.

    Se sbaglio corregimi è proprio quello di cui ti interessi: le interconnessioni fra displine diverse.
    ciao
    sarc.

    Commento di sarcastycon3 | 07/11/2008

  11. Il “giardino” è un blog a più mani, nasce da un’idea di Nessie/SauraPlesio/Hesperia insomma è sempre lei, poi c’è Mary/Orpheus/Aretusa, e Pseudosauro/Drago e Egle/lady from Quebec ed io. Sono subentrato dopo perchè 2 di loro scrivono meno, e avevo già una corrispondenza con Nessie, e così…
    Siamo tutti parecchio diversi, ma abbiamo interessi comuni, e a volte ci si svaga un po’ lì.

    La fede, come ti disse Anna Vercors, è un dono in effetti. Un domani penso più cose saranno chiare, ma non c’è tutta questa discrepanza tra fisica, metafisica e teologia biblica, per es. a mio avviso. L’unica discrepanza evidente..è l’etica, che ai cristiani, me per primo pone molti paletti e vincoli, per chi li sente nell’intimo, ad un certo tipo di ricerca.

    Commento di Josh | 07/11/2008

  12. Nessie e Mary le conosco da tempo sui loro blog e loro mi conoscono più che altro sul mio blog da battaglia….
    e non su questo.

    Certamenente certi tipi di ricerca pongono delle problematiche ai cristiani,ma non ti credere che non le pongano anche a certi laici,che come me non sono laicisti.
    Credo,poi,che certi tipi di ricerca sia montatati ad arte per ottenere finanziamenti….per tirare a “campa”.
    ciao
    sarc.

    Commento di sarcastycon | 07/11/2008


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