Zibaldino

21 dicembre 2012 (2°parte)

       Vi sarete chiesti il motivo di questo post, proprio in questo periodo .

       La motivazione l’ha fornita l’esperimento, al Cern di Ginevra, della creazione di piccoli “buchi neri” per studiare le origini dell’universo.

      Alcuni giornali, sollecitati da certi ambienti  universitari, hanno dato risonanza alla supposta pericolosità dell’esperimento, in pratica il buco nero creato in laboratorio, secondo loro, potrebbe ingrandirsi e nel giro di  4 anni “divorare” la terra. E con questi quattro anni si arriva proprio alla fine del ciclo del  calendario Maya. Questo fatto non è sfuggito ai molti estimatori dei misteri del passato e a molti esoterici.

       Escludiamo la possibilità che l’esperimento possa creare dei buchi neri capaci di ingoiare la terra, in quanto le quantità di particelle in gioco è estremamente ridotta e la durata del fenomeno solo una frazione di secondo. Vi sono anche fondati motivi che l’esperimento non riesca, di questo parere è Stephen Hawking, il fisico che ha elaborato la teoria dei buchi neri.

       Un’altra possibilità, oltre  la distruzione della terra dovuta ad un impatto con un asteroide, al momento alcuni calcoli, sembrano dare questa ipotesi per il 2036, è l’inversione dei poli magnetici.

       Questa inversione, stando ad alcuni studi, si è già verificata in passato, ma la terra è sopravvissuta ed anche la razza umana.

       La magnetite (ossido di ferro) contenuta nelle rocce, al momento del raffreddamento del magma, orienta i suoi cristalli secondo il magnetismo terrestre. Perciò, esaminando il magnetismo degli strati di lava, che si sono creati in epoche diverse, è stato possibile ricostruire una cronologia delle variazioni del campo magnetico del pianeta.        

                  Secondo queste teorie geofisiche e paleomagnetiche, i poli Nord e Sud magnetici non sarebbero fissi nel tempo, ma si invertirebbero ogni 200.000/300.000 anni circa.(non tutti gli studiosi sono d’accordo con questi cicli temporali)

                 Dal confronto dei  dati inviatici dai satelliti, in anni diversi, si è scoperto che due regioni della Terra (poste rispettivamente nell’Africa meridionale e al Polo Nord) hanno subito enormi variazioni del proprio campo magnetico locale.

                 Alcune simulazioni al computer, con questi dati, fanno ipotizzare che l’inversione dei poli magnetici sia imminente.

                 Le conseguenze di questa inversione dei poli magnetici non sono facilmente ipotizzabili.

                 Un’altra teoria è quella  della Risonanza di Schumann che ipotizza addirittura un’inversione del senso di rotazione della terra.

(continua)

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12/11/2008 - Posted by | Varie

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